JUNIOR CALLY

Junior Cally, raccolte 20mila firme per escluderlo dal festival. Salvini: «Vergogna Rai»

Martedì 21 Gennaio 2020
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Junior Cally, raccolte 20mila firme per escluderlo da Sanremo. Salvini: «Vergogna Rai»

In attesa che la Rai decida su Junior Cally, se farlo esibire o no a Sanremo, continuano le  polemiche sul rapper contestato per le frasi sessiste di alcune sue canzoni. Il fronte di chi chiede che il cantante romano resti fuori dal festival è vastissimo. E adesso partono le prime petizioni. 

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«La Rai dica no a Junior Cally». Niente Sanremo per il rapper: in sole 24 ore una petizione lanciata su Change.org ha raggiunto oltre 20mila firme. L'iniziativa è di Carmen Cera e dei docenti del Liceo Scientifico Nicolò Palmeri di Termini Imerese. Sotto accusa il linguaggio «sessista, oltraggioso e pericoloso» («L'ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C'ho rivestito la maschera»). Tra coloro che hanno firmato non sono mancati gli sfoghi. «Poi ci stupiamo dei femminicidi? Sdoganare la violenza sessista dovrebbe essere reato, anzi è apologia subliminale di reato oltre che oltraggio morale alla dignità delle persone!», «Il canone lo pago anche io e non accetto che i miei soldi finanzino una cultura sessista e violenta», «sono ferocemente indignato come cittadino e come contribuente, oltre che come educatore. Non possiamo tollerare simili messaggi!». 

Anche le donne del Pd lanciano una petizione su change.org per chiedere l'esclusione da Sanremo di Junior Cally.  «Riteniamo che la Rai - scrivono nella petizione rivolta alla commissione di Vigilanza sulla Rai, all'ad Fabrizio Salini e al consiglio di amministrazione - debba svolgere un ruolo fondamentale nel contrasto alla violenza contro le donne così come nel valorizzarne la dignità e non subalternità

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Torna ad attaccare anche Salvini, ieri criticato a sua volta per un tweet: «Donne come troie, violentate, sequestrate, stuprate e usate come oggetti. Lo fai a casa tua, non in diretta sulla Rai e a nome della musica italiana», aveva scritto. E sui social si era scatenata la polemica, «in casa si può fare di tutto, anche violentare le donne», avevano riposto in tanti. Oggi il leader della Lega in una diretta Facebook afferma che «questa non è arte, è cacca....». E si scaglia contro Amadeus e l'ad della Rai Fabrizio Salini. «Non me la prendo con questo qui, ma con il signor Amadeus e il signor Salini, tutti profumatamente pagati: non è una vergogna questa? Non li vogliamo vedere questi qui sulla tv pubblica».

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In difesa del rapper e contro «il festival dell'ipocrisia» interviene Giulia Anania, scrittrice e cantautrice, ha scritto canzoni per Emma, Nek,  Laura Pausini e Paola Turci. «Gli attacchi non si riferiscono ai contenuti del brano di Sanremo (con allusioni, guarda caso, a Salvini e a Renzi) ma alla produzione precedente del rapper romano, che, come tanti altri rapper della sua generazione, utilizza immagini spesso violente e smaccatamente sessiste. Allora  dovremmo buttare fuori da Sanremo anche Marco Masini, Achille Lauro, i Pinguini Tattici Nucleari e Miss Keta, perché nei loro pezzi in passato hanno fotografato momenti altrettanto odiosi. Forse sarebbe meglio interrogarsi su una generazione lasciata sola nella pornografia, non solo dei corpi ma anche dei sentimenti».

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Ultimo aggiornamento: 16:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA