JUNIOR CALLY

Junior Cally: «Io sessista? A Sanremo si è visto di peggio. Polemica politica»

Sabato 18 Gennaio 2020 di Maria Lombardi
Junior Cally: «Io sessista? A Sanremo si è visto di peggio. Polemica politica»

Junior Cally sessista?  «Assolutamente no. É contro la violenza sulle donne», replica l'ufficio stampa del rapper che sarà a Sanremo alle polemiche sui testi delle sue canzoni. L'attacco è «politico», per via della canzone antisovranista che porta all'Ariston, «la musica non c'entra niente».

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 E tutte quelle parole piene odio nei suoi testi, «l'ho ammazzata, le ho strappato la borsa», quegli insulti e quelle minacce «si chiama Gioia perché fa la tr...», «puttana qua non esci viva», «queste puttane con le Lelly Kelly»?. Non sono per caso sessiste? «É la grammatica del rap - spiega il management di Cally - l’arte può avere un linguaggio esplicito e il rap, da sempre, fa grande uso di elementi narrativi di finzione e immaginazione che non rappresentano il pensiero dell'artista».

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Il pensiero dell'artista con la maschera si conosce poco. E non è quello sotto accusa, ci mancherebbe. Sarebbe come dire che Tarantino o Kubrick sono dei violenti per via di alcune scene forti dei film. Qui si parla di testi di canzoni e niente più. «Altri fanno peggio», è la risposta dell'ufficio stampa della star dell'hip hop, cento milioni di streamin e oltre 380mila follower su Instagram. «Volendo rimanere circoscritti al Festival di Sanremo, molti artisti che hanno calcato il palco dell’Ariston hanno usato frasi più che esplicite: "È andata a casa con il negro la tr...” o “Ti taglio la gola...ti taglio la gola....appena ti prendo da sola ti taglio la gola!!!" oppure “Sei più bella vestita di lividi”.  O ancora: "Bella stronza, che hai chiamato la volante quella notte... Mi verrebbe di strapparti, quei vestiti da puttana e tenerti a gambe aperte, finché viene domattina". O addirittura artisti in gara quest'anno: "L'amore è un po' ossessione, un po' possesso, carichi la pistola e poi ti sparo in testa”.... ». Il riferimento è a Vasco Rossi, Marco Masini e Achille Lauro. E che dire di Eminen, negli anni scorsi invitato come ospite internazionale?

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Insomma, ad essere sessista non è Junior Cally e nemmeno le sue canzoni. Sessista, semmai, è il festival di Sanremo che da sempre - e anche quest'anno, nonostante le intenzioni - maltratta le donne. Il festival-harem schiera dieci donne sul palco e poi le lascia insultare, pure con le rime.

Il fatto è, sostiene il rapper, che la musica con tutta questa polemica c'entra poco. O meglio si usa la musica per far polemica politica. Nessun accenno alle canzoni di Cally e al loro contenuto finché non si è saputo che il testo che porta a Sanremo “No grazie” è antisovranista. Ecco la ragione, attacca lil management dell'artista, di queste accuse. «Non solo Junior Cally e le sue rime, ma anche le donne e il sessismo non c'entrano nulla. Due sono le cose: o si accetta l’arte del rap, e probabilmente l’arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un’ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano».

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Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 23:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA