Come in “Kill Bill”, una 16enne afghana uccide i tre killer dei genitori e salva la vita al fratellino

Mercoledì 22 Luglio 2020

Un po' come Kill Bill, un po' come Calamity Jane. Il conflitto a fuoco avvenuto in un distretto dell'Afghanistan dove una adolescente afghana, mettendo da parte la paura, non ha esitato ad imbracciare il fucile del padre per difendersi e sparare ai tre combattenti talebani che le avevano assassinato sotto i suoi occhi i suoi genitori accusati di sostenere il governo, è un episodio emblematico che sembra segnare una presa di coscienza importante da parte delle donne più giovani afghane, cresciute con Internet.

La donna in Afghanistan, solitamente passiva e sottomessa, sembra incapace di reazioni tanto muscolari. Un modello tradizionale al quale la piccola Qamar Gul, 16 anni, non si è di certo ispirata, identificandosi semmai, in modo paritario - per legittima difesa - con il ruolo maschile. In questo modo ha salvato la vita a sè stessa e anche al fratellino.

L'incidente è avvenuto la settimana scorsa, quando un gruppo di 40 ribelli ha preso d'assalto il villaggio di Geriveh, nella provincia centrale di Ghor, dove vive la sedicenne Qamar Gul. Una storia controcorrente che ha varcato subito i confini nazionali.

La tragedia a casa di Qamar si è consumata il 17 luglio quando i talebani sono arrivati e hanno bussato alla porta e sua madre è andata a vedere chi fosse. Vedendo che erano armati fino ai denti si è rifiutata di aprire e a questo punto i talebani hanno aperto il fuoco uccidendo anche il padre.

Qamar ha assistito alla morte dei suoi genitori, poi ha preso il fucile del padre, ha sparato e ha ucciso i tre killer. Nel frattempo altri talebani sentendo le armi da fuoco si stavano unendo ma alcuni abitanti del villaggio sono intervenuti in tempo disperdendoli. Oggi Qamar e il fratellino sono stati messi in un luogo sicuro dalla polizia governativa.

Ultimo aggiornamento: 18:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA