Scarabocchi e classici rivisitati: gli epici fumetti del giovane Mari

Domenica 9 Giugno 2019 di Nicolas Lozito

Inizia tutto con una scritta nera a tratto pen su un foglio a quadretti delle scuole superiori. Si legge: Il visconte dimezzato A capo: di Michele Mari. A capo: Dall'omonimo romanzo di Italo Calvino. Milano, 1972. Nelle pagine successive, la celebre storia è raccontata a fumetti: sempre in bianco e nero, iconici, minimalisti. Michele Mari, milanese classe 1955, all'epoca aveva solo 17 anni ed era ancora lontano dal diventare lo scrittore che conosciamo, eppure la sua creatività già produceva esperimenti, manierismi, combinazioni riuscite tra realtà e cupa immaginazione. Perché tra i dieci e 25 anni Mari, figlio di un designer e una disegnatrice, ha prodotto una serie di storie disegnate e mai completamente pubblicate.

Riprendono vita ora in La morte attende vittime (Nero editions, 274pp, 30), una raccolta dove oltre al Calvino rivisitato troviamo la fantascienza di Bradbury e Urania, storie pulp, Uno studio in rosso di Conan Doyle, reportage di viaggio e persino un «tentativo per una resa a fumetti del carme foscoliano Dei sepolcri», come lo stesso Mari appunta in una pagina del 1975.

Il libro è una mostra fatta a pagine dell'immaginario dello scrittore da giovane: il gusto estetico, il senso poetico del tratto, la prospettiva impropria, ma anche la violenza buffa di decapitazioni e sparatorie. Il volume svela la fattura artigianale (e ossessivamente assurda) dei disegni: fatti su fogli bianchi, Mari li ritagliava e li incollava su quaderni più grandi, così che si può notare la colla rinsecchita intorno ai bordi.

Un vaso di Pandora, più che un libro. O una reliquia, anzi, che vede la luce dopo decenni nel cassetto. Tanto che la casa editrice Nero, che per la produzione del libro ha collaborato con l'autore di fumetti Ratigher, ha scelto una modalità insolita di vendita: il Prima o mai. Il libro si può prenotare dal sito dell'editore fino al 28 agosto e verrà stampato solo nelle copie richieste. Nessuna ristampa, nessuna ripubblicazione (la promessa è sia di Nero, sia dell'autore): un modo per autoprodurre e rendere unico un prodotto nell'epoca della sua riproducibilità tecnica, come direbbe Walter Benjamin. Benjamin si riferiva alle opere d'arte e forse non pensava agli scarabocchi di un giovane Mari, eppure qualcuno già all'epoca li aveva notati. Tra le pagine del libro c'è un appunto scritto a mano, meglio di mille recensioni: «Il tuo modo di raccontare per immagini è pieno di trovate visive, molto spiritose ed efficaci». La firma è di Italo Calvino.

Ultimo aggiornamento: 22:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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