Nuovi tesori a Satricum, presa d'assalto la lezione lampo di Marika Gnade

Nuovi tesori a Satricum, presa d'assalto la lezione lampo di Marika Gnade
di Rita Cammarone
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Giovedì 25 Agosto 2022, 11:11 - Ultimo aggiornamento: 11:21

Quando la cultura chiama, il popolo risponde: l'irresistibile fascino di Satricum, antica città laziale alle porte di Latina, al confine con Aprilia, ha attirato, l'altro ieri, circa 300 visitatori all'escursione guidata tra i reperti di una suntuosa villa romana oggetto di scavi archeologici da quattro anni.

Alla professoressa Marijke Gnade, docente presso l'università di Amsterdam (istituzione chiamata 45 anni fa dallo Stato Italiano per effettuare gli scavi a Satricum), sono bastati un post su Facebook e una piccola locandina affissa al bar di Borgo Montello per scommettere nella riuscita di un appuntamento unico che ha dimostrato la capacità attrattiva di un sito archeologico che, sebbene racconti tre millenni di storia, è di fatto chiuso al pubblico.
L'ultimo gioiello disseppellito a Borgo Le Ferriere, dove sorgeva appunto Satricum, con il suo tempio dedicato alla Mater Matuta, è una villa più recente, del I secolo dopo Cristo. Si trova su una piccola altura, all'interno della proprietà della cantina'azienda vitivinicola Casale del Giglio.
E' qui che la professoressa Gnade, lunedì pomeriggio, ha tenuto la sua lezione. Ma non in cattedra. Davanti ad una platea affamata di sapere, è salita su una scala a libretto per illustrare dall'alto i risultati della quarta stagione di scavi, partendo dalle novità: una cisterna e una latrina riportate alla luce dagli studenti di Archeologia di Amsterdam, ma anche di altri atenei olandesi e italiani, grazie ai contributi, in questa fase, dall'Amsterdam Università Fonds e del sostegno della famiglia Santarelli, titolare di Casale del Giglio.

LA CISTERNA
«Questa cisterna ha spiegato la professoressa Gnade serviva la villa, un edificio esteso su una superficie di circa duemila metri quadrati, in gran parte già riportato alla luce, decorato con marmo, segno di lusso. La cisterna, dalle dimensioni di 20/25 metri di lunghezza per 5/6 metri di larghezza, raccoglieva le acque provenienti dalle sorgenti a monte. La struttura è stata resa impermeabile con il cocciopesto, le pareti sono in opus incertum, la copertura assicurata da due volte a botte, rinvenute crollate. L'acqua proveniente dalla cisterna veniva utilizzata sicuramente per la villa, la latrina e il complesso termale. Al momento non abbiamo riscontri su un eventuale utilizzo in agricoltura».

LA LATRINA
A un livello del terreno poco più in basso, è collocata la latrina regolata da uno scorrimento continuo di acqua proveniente dalla cisterna, ha spiegato la professoressa Gnade, indicando ai visitatori l'intero percorso idraulico fino allo scarico. Per quanto riguarda le terme, anche queste ripulite, l'archeologa ha sottolineato che non sono visitabili al loro interno per ragioni di sicurezza.

IL CONTESTO
Nel corso della visita guidata, la professoressa Gnade - che nei 45 anni di scavi a Satricum non ne ha saltato neanche uno - si è soffermata sulla complessità della villa romana e sull'uso che ne è stato fatto dopo che nel V secolo fu abbandonata. «Dotata di porticato ha detto - la villa affaccia sulle sponde del fiume Astura, all'epoca navigabile fino all'attuale ponte di Borgo Le Ferriere. Abbiamo rinvenuto tre bolli laterizi di Anzio ma non possiamo sapere chi fosse il committente. Un nome è uscito quest'anno, su una fistula aquaria in piombo, ma sempre riconducibile al fabbricante, anche lui di Anzio».
La villa, secondo quanto spiegato dalla professoressa Gnade, è stata privata dei lussuosi marmi, finiti bruciati nel Mediovevo per ricavarne calce da utilizzare nell'edilizia. Sempre nel Medioevo il sito fu trasformato in cimitero. Prova ne sono i resti di un'ottantina di scheletri umani rinvenuti in questi quattro anni di scavi, tutti rigorosamente numerati e schedati.
«La villa ha concluso la professoressa è stata utilizzata anche come nascondiglio di truppe militari durante la Seconda Guerra Mondiale. Abbiamo trovato piccoli reperti bellici e carne di manzo in scatola del 1944». La lezione si è conclusa con un lungo applauso da parte dei visitatori.

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