CORONAVIRUS

Coronavirus, chiesta estensione indennità infettiva a tutto il personale del "Goretti"

Mercoledì 22 Aprile 2020
Estendere a tutti i dipendenti dell'ospedale "Santa Maria Goretti" il riconoscimento delle indennità per l'emergenza Covid 19. A chiederlo sono le organizzazioni sindacali Nursind e Usb federazione sanità.  «Non escludere nessun lavoratore dalla possibilità di percepire l'indennità prevista dal comma 6 e  di conseguenza essere escluso anche dal riconoscimento economico
diflerenziato in rapporto al livello di esposizione al rischio - scrivono i segretari, Giovanni Santucci e Maurizio Trimarchi - secondo le due fasce fascia A "rischio elevato e B "rischio medio"». Rispettivamente 1000 e 600 euro.

Vedi anche >> coronavirus_asl_latina_rischio_infettivo_indennita_personale-5150359.html

I due sindacati - in una lettera spedita ai vertici della Asl di Latina -  hanno fatto una serie di precisazioni  riguardanti l'individuazione soprattutto dei reparti pre-covid e delle unità operative ibride.«Per reparto pre-Covid si intende quel reparto dove vengono ricoverati i pazienti sospetti  in attesa dei risultati del tampone che prevedono di adottare tutte le procedure e l'utilizzo dei dispositivi come se si trattasse di pazienti positivi. Tale situazione ha previsto in alcuni reparti quale l'Utic la necessità di modifiche strutturali delle
porte di entrate delle stanze degenti per mettere comunque in isolamento i pazienti e
la necessità di adottare comportamenti adeguati da parte del personale (tipo vestizione e svestizione). Altre situazioni anomale possono essere rappresentate dalle sale operatorie tempo
dipendenti (rete infarto o stroke) quale l'emodinamica,   l'angiografia che sono situati in un piano no-Covid ma che poi hanno dovuto adottare tutte le precauzioni necessarie al trattamento di pazienti sospetti o positivi causa procedure d'urgenza; stessa cosa per le sale operatorie e l'endoscopia. Altre situazioni ibride sono rappresentate dalla pneumologia dove vengono svolte
broncoscopiee dal servizio di cardiologia dove vengono svolte prestazioni di ecocardiografia transesofagea per via endoscopica, quindi procedure altamente invasive. Chiediamo pertanto nella ricognizione di porre la massima attenzione a queste situazioni che potrebbero essere causa di gravi disparità dei trattamenti nei confronti dei lavoratori». 
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