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Asl di Latina, stabilizzazione con beffa: biologa licenziata

Asl di Latina, stabilizzazione con beffa: biologa licenziata
di Giovanni Del Giaccio
2 Minuti di Lettura
Venerdì 8 Dicembre 2017, 10:47 - Ultimo aggiornamento: 14:10

Licenziata nonostante un contratto in vigore fino a dicembre del 2018. Licenziata quando pensava di essere stabilizzata con le procedure varate dalla Regione Lazio per i precari. È l'assurda vicenda di una donna che da oltre sette anni lavora come collaboratore tecnico sanitario, tecnico di laboratorio biomedico ma è biologa e quindi non ha il titolo specifico. Il danno e la beffa, perché quando ha presentato domanda a Frosinone - Asl dov'era in piedi una procedura di stabilizzazione, alla quale i precari hanno un accesso privilegiato - ha scoperto che non poteva fare domanda. Motivo? Manca il titolo. Cioè, il periodo lavorativo svolto - benché in un ruolo diverso dal proprio - consente di avere i requisiti necessari ad accedere alla stabilizzazione dei precari della sanit, ma bisogna avere la qualifica di tecnico e lei ne è sprovvista. Vicenda della quale si è accorta - dopo aver rilasciato i certificati di servizio - anche la Asl di Latina che ha deciso di procedere con il licenziamento. Eppure la biologa abusiva lavora dal 2010 con la qualifica di collaboratore tecnico sanitario, tecnico di laboratorio biomedico. Evidentemente quando l'hanno assunta - un'altra delle tante stranezze emerse in questa vicenda dei precari da stabilizzare - nessuno alla Asl si è accorto che il titolo di biologa non corrispondeva a quello richiesto.
«Una vicenda del genere mostra ancora una volta il caos che regna nella normativa di settore e nella sanità della nostra regione - dice il consigliere regionale Giuseppe Simeone, di Forza Italia - Si tratta dello stesso paradosso che potrebbe coinvolgere il medico che, in caso di necessità, svolge i compiti di un infermiere , è inaccettabile che a pagare le spese di una evidente svista oggi sia chi ha svolto per anni il proprio lavoro»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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