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Piano vaccini, Draghi accelera: da domani 200 mila dosi al giorno (e da aprile si cambia)

Piano vaccini, Draghi accelera: da domani 200 mila dosi al giorno (e da aprile si cambia)
di Diodato Pirone
5 Minuti di Lettura
Domenica 28 Febbraio 2021, 11:33 - Ultimo aggiornamento: 10 Marzo, 12:14

A partire da aprile l'Italia potrebbe effettuare 4.000.000 di vaccinazioni a settimana arrivando a 600.000 somministrazioni al giorno contro le 120.000 degli ultimi giorni di febbraio e le circa 200.000 quotidiane che saranno realizzate da domani. Questo l'obiettivo del nuovo piano vaccini che sarà presentato nei prossimi giorni e che comunque ricalca le grandi linee di quello attuale poiché si basa sulla disponibilità di nuovi vaccini.

Da aprile infatti ai tre vaccini attuali (Pfizer, Moderna e AstraZeneca) si affiancherà quello di Janssen (Johnson&Johnson), tra l'altro infialato in Italia, e poi quelli di Curavac e Novavax. La novità del prossimo piano vaccini sarà il massiccio uso della Protezione civile che dovrebbe mobilitare oltre 300.000 volontari su tutto il territorio nazionale ma soprattutto in alcune Regioni che stanno accumulando un grave ritardo nelle somministrazioni

Ma andiamo con ordine.

LA FOTOGRAFIA ATTUALE

Fino a questo momento l'Italia ha ricevuto 6,3 milioni di dosi di cui 1,3 milioni nella serata di venerdì. A ieri ne avevamo usate 4,2 milioni. Negli ultimi giorni il ritmo di somministrazioni è stato mediamente di 120.000 dosi al giorno. Circa 1,4 milioni di italiani, soprattutto lavoratori del comparto sanitario e anziani ospiti delle Case di riposo, hanno ricevuto anche la seconda somministrazione. L'Italia è grosso modo in linea con gli altri grandi paesi europei hanno vaccinato il 7% dei propri abitanti con l'eccezione della Spagna che è a quota 7,8%. Fa corsa sé la Gran Bretagna che ha già vaccinato 20.000.000 di cittadini e che di fatto non effettua la seconda somministrazione.

Regioni in ordine sparso

Quel 7% di media italiano non deve però ingannare. Alcune Regioni stanno andando molto bene come per esempio Lazio, Campania e Piemonte, altre sono molto indietro come Liguria, Umbria, Sardegna e Calabria che grosso modo hanno utilizzato solo il 60% delle dosi disponibili. Inoltre va detto che alcune Regioni stanno proteggendo abbastanza bene i loro anziani, come il Lazio che ha vaccinato circa 120.000 ultraottantenni o la provincia di Bolzano che ne ha protetto la metà. Altre invece come la Sardegna hanno effettuato solo 6.000 vaccinazioni per i loro nonni.

Molte Regioni stanno usando poco il vaccino Astrazeneca, che pure è il più facile da spostare perché può essere conservato nei frigoriferi normali, perché solo da poco l'Aifa, l'agenzia che gestisce i farmaci, ha stabilito che questo vaccino può essere somministrato anche alla fascia d'età fra 55 e 65 anni. L'attesa per questa decisione ha fermato di fatto molte Regioni che solo in queste ore stanno rifornendo i 1.477 punti di somministrazione già funzionanti in giro per l'Italia.

Vaccini, da domani 200 mila dosi al giorno

Da domani, però, lo scenario cambia parzialmente nel senso che le vaccinazioni dovrebbero salire a 200/220 mila al giorno. Perchè? Come detto venerdì scorso sono arrivati altri 1,3 milioni di vaccini. I frigoriferi, insomma, sono pieni. E così in alcune Regioni, come ad esempio il Lazio, si fa un salto di qualità ed entrano in campo i medici di famiglia che nel corso del mese dovrebbero vaccinare 80.000 persone. In Lombardia, invece, la Regione ha deciso di vaccinare in massa da domani alcune migliaia di abitanti delle aree della provincia di Brescia dove sta partendo la terza ondata. Anche in Puglia e in altre Regioni la finalmente discreta disponibilità di vaccini Astrazeneca (ce ne sono 1,3 milioni di dosi) farà partire le somministrazioni a tappeto per le forze dell'ordine e le forze armate. Nelle Marche sta decollando la prenotazione delle vaccinazioni attraverso i postini. In pratica entro marzo - se non ci saranno intoppi nelle forniture delle dosi - dovrebbero essere vaccinati fra i 12 e i 13 milioni di italiani. Marzo insomma sarà il mese delle prove generali della vaccinazione di massa che dovrebbe scattare da aprile, ovvero da quando la disponibilità dei vaccini sarà molto più alta.

Da aprile 4 milioni di fiale a settimana

Il prossimo trimestre, quello da aprile a giugno, sarà quello decisivo perché l'Italia riceverà circa 4 milioni di dosi ogni settimana. Secondo quanto comunicato dalle aziende farmaceutiche all'Unione Europea, infatti, le dosi disponibili per l'Italia per quei 90 giorni dovrebbero ammontare a circa 45 milioni cui si dovrebbero aggiungere ulteriori 7 milioni di dosi relativi a nuovi ordini intervenuti nel frattempo.

In ordine dovrebbero arrivare: 10 milioni di vaccini Astrazeneca; 17 milioni da Pfizer; 4 da Moderna, cui si dovrebbero aggiungere 7 milioni da Janssen e altri 7 da Curevac. A questa montagna di vaccini se ne dovrebbero aggiungere altri 7 milioni promessi da Pfizer.

L'aiuto della protezione civile

Il problema a questo punto sarà distribuire sul territorio questa valanga di vaccini. Gli ospedali, le caserme e i punti vaccinali già aperti e i medici di base probabilmente non basteranno. Di qui l'idea di usare i 300.000 volontari della protezione civile che dovrebbero allestire anche piccole tendopoli o strutture provvisorie sul territorio dove effettuare le vaccinazioni. L'operazione infatti richiede un minimo di tecnicalità (tra l'altro ogni persona deve sostare per 10 minuti nei paraggi del medico che ha effettuato la somministrazione perché occorre intervenire subito in caso di problemi) e soprattutto una buona organizzazione logistica.

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