SILVIA ROMANO

Silvia Romano, dopo la quarantena prima uscita pubblica: va in un centro estetico

Lunedì 25 Maggio 2020
7

Un centro estetico è la prima meta scelta da Silvia Romano alla fine della quarantena di 14 giorni, scattata quando l'11 maggio è tornata a casa a Milano dopo essere stata sequestrata per un anno e mezzo fra Kenya e Somalia. Con un velo beige a coprire la testa e le spalle e una mascherina bordeaux, la ragazza è uscita di casa verso le 14.30 assieme alla mamma, e le due si sono infilate rapidamente in un taxi che le attendeva di fronte al portone. Breve il viaggio in auto, fino a un centro estetico lontano pochi isolati.

«Niente di strano, è quello che anche io e tante altre donne abbiamo fatto non appena è finito il lockdown», sottolineavano le estetiste del centro benessere, poco dopo aver lasciato passare la ragazza e sua mamma da un'uscita secondaria, nel tentativo vano di evitare gli obiettivi di telecamere e macchine fotografiche. L'ora abbondante trascorsa al 'Salotto del benesserè, è servita a riassaggiare la quotidianità, anche se è una normalità decisamente diversa da quella che Silvia Romano, 25 anni a settembre, ha lasciato quando a 23 è partita per l'Africa con una onlus: il sequestro nel novembre 2018 in un centro commerciale in Kenya, la lunga prigionia ostaggio del gruppo terroristico islamista Al Shabaab, fino all'agognato ritorno a casa, con il velo a coprire il capo, una nuova fede, l'Islam, un nuovo nome, Aisha, che ha scelto anche per la nuova pagina Facebook, l'unico posto dove finora ha scelto di parlare fuori dall'ambiente domestico. Sui social ha anche potuto leggere una valanga di insulti e critiche, anche per la conversione, oltre ad una serie di minacce, poco rasserenanti (come l'episodio del lancio di una bottiglia contro il suo palazzo pochi giorni dopo il rientro), al centro delle indagini del dipartimento antiterrorismo guidato dal pm Alberto Nobili e dei carabinieri del Ros. Rispetto ai primi giorni, la sorveglianza mobile delle forze dell'ordine davanti al palazzo è meno serrata. La famiglia invece le fa sempre scudo. La madre, Francesca Fumagalli, mal sopporta vedere sotto casa giornalisti, fotografi e operatori tv, che dopo i primi giorni sono tornati oggi per la fine della quarantena. Poco dopo le 14, mamma e figlia si sono infilate in un taxi: la prima in gonna e maniche corte, l'altra con indosso pantaloni, scuri come la maglia a maniche lunghe, una borsetta a tracolla, mascherina bordeaux e guanti di lattice alle mani. Pochi minuti dopo, a qualche isolato di distanza, sono entrate in silenzio nel centro benessere, da cui poi hanno cercato di uscire senza farsi notare. Visibilmente infastidita, Francesca Fumagalli ha dato una manata sulla macchina fotografica di un fotoreporter che stava scattando e si è fatto male al naso. Mentre Silvia è salita a bordo del taxi e dal finestrino si è rivolta a una telecamera: «Il rispetto non sapete cos'è, vero?».

Silvia Romano, nuovo profilo Facebook con il nome musulmano: Aisha. Nella foto sorride con il velo. A breve termina la quarantena

Silvia Romano su Facebook cita il Corano: «Chi è nemico sarà amico»

Silvia Romano, i sospetti sui due masai incaricati di proteggerla nel villaggio
 

 
 

Ultimo aggiornamento: 19:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani