No green pass, medici sospesi in testa al corteo di Trieste. E tra i passanti c'è chi urla: «Vergogna»

Secondo la Questura, 1.500 i partecipanti. Diversi i manifestanti senza mascherina

Stefano Puzzer
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Martedì 23 Novembre 2021, 19:24 - Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 16:08

In testa alcuni operatori della sanità sospesi dal lavoro. E, secondo i dati ufficiali, in tutto 1.500 persone in corteo, alla periferia di Trieste, partiti dal rione Chiarbola. Nuova manifestazione di protesta del movimento no green pass. Diverse le persone che non indossano la mascherina. In testa al corteo - come detto - alcuni sanitari sospesi, vestiti anche con le tute ormai diventate simbolo dell'emergenza sanitaria. Cartelli e manifesti indicano slogan come «no Green pass, no apartheid». Il percorso attraversa San Giacomo e, secondo programma, si concluderà in piazza Perugino. L'iniziativa, promossa dal Coordinamento no green pass Trieste, coincide con il secondo e ultimo giorno di sciopero del certificato verde indetto dal movimento. Il corteo è scortato da forze dell'ordine.

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Una donna: guarita, più anticorpi dei vaccinati

«Fino a ieri lavoravo all'Irccs Burlo Garofolo di Trieste, da oggi ho deciso di autosospendermi: non posso stare a questo sistema ricattatorio. Sono una guarita e con i miei anticorpi mi sento molto più sicura di tutti i colleghi vaccinati». È una delle voci dei manifestanti. Una protesta che inizia anche a incassare il dissenso ad alta voce di chi si trova a fare da cornice al corteo: dalle finestre del quartiere popolare, dove stanno sfilando i partecipanti, si sentono anche le prime voci che rispondo al coro: «Vergogna, basta con questi cortei, andate a casa», urlano alcuni, tra residenti e passanti. 

Puzzer: «La protesta non si ferma»

Intanto, Stefano Puzzer, uno dei leader della protesta dei no vax, conferma che la protesta non si fermerà anche contro il nuovo giro di vite annunciato dal governo. «Si andrà avanti fino a quando non toglieranno la carta verde - ha detto oggi in conferenza stampa dove ha parlato prima «da membro del Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste» poi da «lavoratore portuale, che ero, sono e sarò» e infine da «cittadino». Fermare le manifestazioni, dice, «sarà come fermare l'acqua: il governo sta per implodere. Inizieremo a informarci sui nuovi provvedimenti. Bisogna avere un confronto tra il Governo e chi non la pensa come l'Esecutivo». Si vedrà.

Lo sgombero al Porto e le reazioni

Puzzer torna sulle manifestazioni dello scorso mese. «Il 18 ottobre siamo stati spazzati via senza motivo e quindi partiranno e sono già partite delle denunce. Saranno indirizzate penso anche al ministro dell'Interno fino a chi ha dato l'ordine di sgombero in porto - ha detto. - È una battaglia sulla libertà di scelta. Le denunce - ha continuato - verranno indirizzate anche «a tutti coloro che ci hanno offeso dicendo che siamo come le brigate rosse e che hanno definito i non vaccinati untori e disertori». Puzzer, che è oggetto, ha detto, almeno di quattro accertamenti oltre al foglio di via, ha anche parlato del licenziamento del collega Fabio Tuiach. «Chi tocca uno, tocca tutti - ha sottolineato - : noi portuali saremo i primi a difenderlo fornendogli avvocati e stando assieme lui: quando il licenziamento verrà ratificato, tutti i lavoratori del porto si fermeranno». Puzzer si è infine rivolto al presidente dell'Autorità portuale Zeno D'Agostino. «Non mi ero mai permesso finora di farlo - ha detto -, ma visto che all'inizio aveva attaccato me e poi ora vedo il ritiro del protocollo con il Clpt, un attacco personale nei miei confronti, dico che speriamo che usi la stessa celerità con cui ha chiesto il ritiro del protocollo per occuparsi di controllare finalmente la sicurezza all'interno del Porto, dove ancora non vengono rispettate del tutto da parte delle aziende le misure anti-Covid, invece di fare favoritismi al Governo».

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