Travolto e ucciso a 15 anni, la soldatessa Usa era ubriaca: tasso di 2.09 (4 volte il consentito). Rischia fino a 12 anni

La militare è agli arresti domiciliari all'interno della Base Usaf di Aviano

Travolto e ucciso a 15 anni, la soldatessa americana alla guida positiva all'alcol-test. Rischia fino a 12 anni
di Claudia Guasco
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Lunedì 22 Agosto 2022, 13:58 - Ultimo aggiornamento: 23 Agosto, 08:49

Era ubriaca la soldatessa statunitense di vent’anni della base Usaf di Aviano che sabato alle due e mezza di notte ha investito e ucciso Giovanni Zanier, di 15 anni, travolto sulla pista ciclabile di Porcia, in provincia di Pordenone. L’acoltest di Julia Bravo ha dato esito positivo: il tasso alcolemico nel sangue era pari a 2,09 grammi per litro, quattro volte il limite consentito di 0,5.

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Velocità

La giovane è agli arresti domiciliari presso la base, nelle prossime ore comparirà davanti al gip per l’udienza di convalida ma la ricostruzione degli investigatori ha già dei punti fermi: alcol e alta velocità. La militare non solo aveva bevuto ma correva troppo al volante della sua Volkswagen Polo, «se avesse rispettato le norme di cautela alla guida avrebbe potuto controllare la marcia della vettura da lei condotta ed evitare l’impatto con la persona offesa», sottolinea la Procura di Pordenone. 

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Andava oltre i limiti e ha addirittura accelerato prima di imboccare la curva fatale: «Nell’approssimarsi alla rotatoria posta all’incrocio con via Lazio, aumentava repentinamente la velocità del mezzo da lei condotto e percorreva così la rotatoria suddetta». Così ha perso il controllo, centrando il cordolo che separa la carreggiata dalla pista ciclabile parallela, invadendola e centrando in pieno Giovanni, che spingeva la sua bicicletta a mano chiacchierando con due amici. Il ragazzo «è stato travolto e sbalzato in aria, per poi ricadere rovinosamente al suolo in corrispondenza di un’aiuola spartitraffico», è morto qualche ora dopo in ospedale.

Il processo

Questa mattina, sulla scorta della perizia dei carabinieri e all’esito positivo dell’alcoltest, la Procura di Pordenone ha chiesto al gip la convalida dell’arresto, avvenuto in flagranza di reato. Per Julia Bravo l’accusa è di omicidio stradale, ma l’eventuale processo nei suoi confronti si terrà con tutta probabilità negli Stati Uniti. Secondo i Trattati internazionali e i precedenti che hanno riguardato Italia e gli Usa, infatti, in caso di rinvio a giudizio la soldatessa affronterà il procedimento nel suo Paese. «Al momento dell'esercizio dell'azione penale, il ministro della Giustizia italiano può, a discrezione o su richiesta della base americana, attivare il difetto di giurisdizione e consentire così all'indagato statunitense di essere processato nel proprio Paese», spiega il procuratore di Pordenone, Raffaele Tito.

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Da ieri in tanti portano fiori, messaggi e lumini nel punto in cui Giovanni è morto, fermandosi per una preghiera e un ricordo. Tra loro anche il sindaco di Porcia, Marco Sartini, che esorta a evitare le polemiche sul fatto che la sua amministrazione abbia deciso di spegnere l’illuminazione pubblica a partire dalle due di notte, per consentire un risparmio energetico. «La rotatoria - ha detto il primo cittadino - è fatta apposta per rallentare. Abbiamo ponderato ogni rischio, ritengo che la nostra scelta non sia alla causa del dramma. Ci stringiamo alla famiglia, è un grande dolore». Messaggio di cordoglio anche dalla base Usa, firmato dal generale Tad D. Clark: «Rivolgiamo il nostro pensiero e le nostre preghiere alla famiglia della giovane vittima e alla comunità italiana. I comandi del 31st Fighter Wing e dell'aeeroporto Pagliano e Gori stanno lavorando a stretto contatto con le autorità competenti italiane».

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