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Gelataio muore a 71 anni e lascia un tesoro alle due badanti e al suo Comune: patrimonio di 10 milioni di euro

Donato Casal e una villa lasciata in eredità
di Olivia Bonetti
4 Minuti di Lettura
Giovedì 3 Marzo 2022, 09:37 - Ultimo aggiornamento: 11:24

BELLUNO  - Conti con centinaia di migliaia di euro, un patrimonio immobiliare milionario che parte dalla Val di Zoldo, nel Bellunese, e passa per Jesolo, Mestre arrivando fino alla Germania. Supera i 10 milioni di euro l’eredità del facoltoso gelatiere zoldano, figlio d’arte di genitori che fecero grande fortuna in Germania tra gli anni Quaranta e Cinquanta. Una fortuna che ha avuto anche la badante croata della famiglia, che si prese cura prima della madre, poi dell’uomo, Donato Casal, deceduto all’età di 71 anni il 23 luglio scorso, lasciando alla donna un vero tesoretto. Una grossa fetta anche alla seconda badante, sempre croata.

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Ma Casal si è ricordato anche del suo Comune, Val di Zoldo, al quale ha lasciato una grossa fetta del patrimonio immobiliare. Non ha dimenticato la sorella, che abita a Susegana, ma ha lasciato solo una casa con stalla a Oderzo a quell’amica, compaesana, che, nel 2013, era stata nominata erede universale. Una beffa per lei, che però ha continuato a stare vicino all’amico di famiglia fino all’ultimo. A bocca asciutta anche le due nipoti, che non l’hanno presa benissimo.

LE BADANTI

L’assistente famigliare croata potrà restare per sempre in quella bellissima casa di Casal, comune Val di Zoldo, dove ha lavorato per anni. Ora è sua. Un immobile, con tanto di sala cinema e palestra, in una delle posizioni più belle della valle, con vista mozzafiato e baita sul grande prato e i boschi attigui. Poi i soldi: una lista lunghissima di conti che si trova nel testamento olografo scritto da Donato Casal, un anno prima di morire (il 27 luglio 2020), e pubblicato dal notaio Alberto Sartorio di Conegliano. Era il 6 agosto 2020 quando si rivolsero a lui la badante e la sorella “del de cuius”. Non è andata male neanche all’altra badante croata, quella che svolgeva il secondo turno (ciascuna faceva 20 giorni). A lei altri conti e polizze (all’Unicredit private banking Conegliano: Polizza credit ras di euro 102.000, altra Polizza credit ras di euro 102.000 e ancora Polizza conto movimenta adesione e il saldo del conto corrente, un fondo pensione e una polizza Zurigo). Anche la sorella non è stata dimentica, tra i due c’era stato un riavvicinamento negli ultimi tempi: a lei le proprietà in Germania a Wiesbaden Kirchgasse (3 negozi, 3 uffici, 1 mini appartamento di cui Casal era proprietario per metà oltre al conto tedesco) e l’appartamento in via Verdi, 25, a Conegliano. Alla principale beneficiaria, la badante croata, andrà anche «tutto ciò di cui non avessi disposto».

IL COMUNE
Ma il gelatiere, che ha lavorato a lungo nella gelateria di famiglia “Casal” a Wiesbaden (Germania) dove era nato l’11 giugno 1950, non si è dimenticato del suo Comune, dove è morto. A Val di Zoldo ha lasciato la proprietà a Jesolo Lido, via Venezia, 2: 8 appartamenti, 6 cantinole e 2 negozi. «Spero che il Comune ne faccia buon uso», scrive nel testamento. Al suo Comune lascia poi le proprietà a Venezia/Mestre via Dante angolo via Cappuccina (3 appartamenti): come da volontà «dovrà destinare la cifra della vendita esclusivamente al restauro delle opere pittoriche e lignee che si trovano nella nostra meravigliosa valle».

LA BEFFA
Quasi nulla alla compaesana che nel 2013 aveva nominato erede universale: una proprietà nel comune di Oderzo (terreni + casa collabente + stalla). Una doccia fredda. Casal avrebbe cambiato idea mentre lottava contro una malattia terminale: l’anno prima di morire ha scritto il nuovo testamento. 

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