Cospito, ecco le intercettazioni con i boss: ​«Al 41 bis siamo tutti uguali»

Un patto, tra anarchici e mafiosi per fare cadere il regime di carcere duro e l’ergastolo ostativo

Cospito, ecco le intercettazioni con i boss: «Al 41 bis siamo tutti uguali»
3 Minuti di Lettura
Giovedì 2 Febbraio 2023, 18:24 - Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio, 00:54

«Al 41 bis siamo tutti uguali». Un patto, tra anarchici e mafiosi per fare cadere il regime di carcere duro e l’ergastolo ostativo. Emerge dalle relazioni degli operatori della Penitenziaria del carcere di Bancali (Sassari) inviate al ministro della Giustizia. È questo il documento il cui contenuto è stato rivelato dal sottosegretario Delmastro al deputato di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli. A scrivere la relazione è un agente del Gruppo operativo mobile applicato alla terza sezione dell’istituto penitenziario, quello dedicato al regime del 41 bis, dove l'anarchico Alfredo Cospito condivideva gli spazi di socialità con il boss dei Casalesi, Francesco Di Maio, lo ‘ndranghetista Francesco Presta e il boss di Cosa nostra Pietro Rampulla. L’agente sottolinea che «Di Maio affermava di aver sentito alla televisione delle proteste su tutto il territorio nazionale. Dichiarava che mai per nessuno aveva visto tali manifestazioni di solidarietà. Esortava Cospito a continuare tale battaglia», perché «pezzettino dopo pezzettino si arriverà al risultato».

Cospito resti al 41-bis: il parere del procuratore generale Saluzzo. Il legale: «Lasciato solo 24 ore al giorno»

Cospito, Delmastro: “Non ho avuto un confronto con Meloni, se mi chiama lo avrò”

Nel documento viene specificata anche la risposta dell’anarchico: «Stanno facendo casino in tutta Italia, me lo ha riferito anche il mio avvocato. Ci sono presidi e interviste in tutte le piazze d’Italia. Questi vengono a rompermi il c... ma deve essere una lotta contro il regime 41 bis e contro l’ergastolo ostativo, non deve essere una lotta solo per me. Per me noi 41 bis siamo tutti uguali». E il mafioso replica: «Questa miccia non deve essere spenta», «noi ti siamo solidali», «nel caso anche noi faremo lo sciopero della fame». Ma l’anarchico non vuole personalizzare troppo la battaglia: «Non voglio che sia una lotta per me. Per vedere qualche risultato ci vorranno altri due mesi. Il mio avvocato, nella telefonata di oggi, mi ha riferito che l’intenzione è di trasferirmi al più presto possibile presso l’istituto penitenziario di Parma».

 


Lunedì scorso è stata inviata al ministero una seconda relazione, quella rivelata da Donzelli in Aula. Nel documento si parla di un dialogo tra Cospito e Presta avvenuto il 23 dicembre 2022: «Bisogna creare conflitti, serve un movimento sociale progressista - dice l’anarchico - Bisogna cambiare la società, tanto a livello politico non si fa nulla e il Parlamento non serve». E aggiunge: «Adesso vediamo che succede a Roma tra qualche giorno». Presta risponde: «Devi mantenere sempre l’andamento, altrimenti poi si dimenticano. Bisogna sempre attirare l’attenzione, non è più come negli anni Ottanta, la gente adesso ha conosciuto il benessere... Sarebbe importante che la questione arrivasse a livello europeo e magari ci levassero l’ergastolo ostativo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA