Anarchici, la galassia si allarga: lo zoccolo duro romano e la "chiamata alle armi"

Lo zoccolo duro conta una cinquantina di esponenti, legati con un sottile filo al mondo delle occupazioni

Anarchici, la galassia si allarga: lo zoccolo duro romano e la "chiamata alle armi"
di Alessia Marani
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Lunedì 30 Gennaio 2023, 16:33 - Ultimo aggiornamento: 21:14

Monta la protesta anarchica in attesa del Cdm di lunedì pomeriggio. Ma chi sono gli anarchici a Roma? Lo zoccolo duro conta una cinquantina di esponenti, legati con un sottile filo al mondo delle occupazioni. Un nucleo a cui sono pronti ad aggiungersi i gruppi "storici" e, in parte dormienti, del Centro e del Nord Italia. Sabato sera, a dare man forte a Trastevere c'erano soprattutto i compagni anarchici dalla Toscana, dall'Umbria ma anche dal Viterbese, un'area da sempre permeata dalle idee anarco-insurrezionaliste. Gli agenti del Reparto mobile (una quindicina di unità in tutto), i primi schierati in piazza Trilussa, si sono visti arrivare di fronte centocinquanta persone che volevano muoversi in corteo. Un vis-à-vis di contenimento, senza feriti tra la folla. Poi le cariche di alleggerimento, i tafferugli, un agente della Digos in borghese ferito dal lancio di un oggetto. Per fortuna non è grave.

Cospito, cinque auto date alle fiamme a Roma. A Milano molotov contro mezzi della polizia locale. L'anarchico sarà trasferito nel carcere di Opera. Stasera il caso in Cdm

Chi sono gli anarchici a Roma

Sono quarantuno le persone identificate da polizia e carabinieri e denunciate al termine della manifestazione non autorizzata e su cui in futuro potrebbero arrivare condanne dai giudici.   «La gestione dell’ordine pubblico - dice Andrea Cecchini, del sindacato Italia Celere - non può mettere a repentaglio la vita degli operatori e non si può concludere con la solita frase “anche stavolta è andata bene, per fortuna”. Se è andata bene è per la professionalità degli operatori costretti a turni allucinanti, trasformati in transenne umane».

L'assemblea riunita domenica pomeriggio in piazza dell'Immacolata, a San Lorenzo, ha dettato la linea per la settimana: mobilitazione massima e un grande nuovo corteo da tentare sabato prossimo. Inanto, nella notte sono state date alle fiamme cinque auto della Telecom in un parcheggio aziendale di via Val di Lanzo, zona a Nord est di Roma già interessata negli anni passati da analoghi blitz incendiari di matrice anarchica.

 

La Questura ha già rafforzato il piano di prevenzione e sorveglianza a tutti gli obiettivi sensibili. Osservati a distanza i collettivi studenteschi e i centri sociali che potrebbero dare appoggio logistico alla rete che sostiene la protesta del leader della Fai, Federzione anarchica informale, Alfredo Cospito al 103° giorno di sciopero della fame contro il 41 bis a cui è ristretto. Da Sassari è stato disposto per lui il trasferimento al carcere di Opera, a Milano. Sulle sue sorti, ormai, non sono puntati solo gli occhi degli anarchici. La sua vicenda, infatti, sta facendo da collettore per tutti i movimenti sensibili alla lotta al carcere duro.  Così i "cinquanta" anarchici romani non sono più soli. Anzi, per sabato prossimo il timore è che al corteo partecipi un'ampia fetta del mondo antagonista e studentesco. La questione Cospito assume giorno dopo giorno contorni diversi, lascia il "recinto" dell'anarchia e si inserisce in un più ampio scenario politico, quello in cui sul piatto di magistratura e governo ci sono importanti riforme del sistema giudiziario.  

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