CORONAVIRUS

Zaia: «No a "zone rosse” in Veneto, questa sfida si vince con le terapie»

Sabato 7 Marzo 2020
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Zaia dice no a "zone rosse" in Veneto. «Non usiamo un termine improprio. La nostra è una zona che conosce il virus in tutte le province, punto. Affrontiamo la partita, ma il concetto di zona rossa non paga dal punto di vista del sentimento pubblico». Lo ha precisato il presidente del Veneto, Luca Zaia, parlando con i giornalisti a margina della riunione del comitato di crisi regionale per il Coronavirus, a Marghera. «La cura - ha proseguito Zaia - la fai uguale anche se non la chiami zona rossa. Potremmo chiamarla zona della speranza o robe del genere. Non sono contrario alle zone in sé, ma dico che il Veneto è il Veneto, punto e basta. Noi non chiediamo di avere identificazioni di particolari aree. Siamo convinti che c'è l'epidemia, perché tale oggi è», ha concluso.
 


«Ho visto alcuni video raccapriccianti di centri commerciali pieni di gente, tra cui anche tanti bambini, che si accalcavano perché c'era un evento con qualche star», continua Luca Zaia. «Io penso - ha aggiunto Zaia - che i cittadini chiedano uniformità di norme, ma non mi avventuro nel proporre regole e sono contrario al coprifuoco. È piuttosto scandaloso e vomitevole quello che stanno facendo a livello internazionale mostrandoci come la nuova Wuhan, mentre - ha concluso - siamo stati quelli più attenti nelle diagnosi».

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Da lunedì altri 52 posti letto verranno attivati a fianco dei 450 già presenti nelle terapie intensive degli ospedali del venet, ha annunciato il governatore. «Questa partita - ha commentato - la si discute e la si vince con le terapie intensive, per cui si possono prendere in carico più pazienti, non farli attendere, ed essere più performanti sulla qualità della cura. La prima sfida è quella della terapia intensiva ed è quella di fare in modo di arginare il contagio, perché una quota limitata di cittadini, si calcola il 5%, porta il paziente in terapia intensiva. I reparti hanno una tenuta, sono performanti ma sono postazioni di cura di altissima specializzazione, non sono un letto 'normalè». Zaia ha quindi ricordato che «nelle 450 terapie intensive in Veneto si svolge l'attività ordinaria, per i grandi operati, i pazienti oncologici e i politraumatizzati. In questo momento abbiamo voluto portare all'attenzione di tutti il tema dell'approccio strategico su cui stiamo lavorando fin all'inizio». 

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