CORONAVIRUS

Coronavirus, i Testimoni di Geova passano dalle visite domiciliari alle telefonate

Mercoledì 11 Marzo 2020 di Giampiero Valenza
5
Coronavirus, i Testimoni di Geova passano dalle visite domiciliari al telefono

Per l’emergenza Coronavirus anche i Testimoni di Geova cambiano le loro modalità di predicazione. I proclamatori, quelli che tradizionalmente suonano al citofono delle case per chiedere un incontro per diffondere il loro credo, modificano il mezzo per raggiungere le persone. “In alcune delle zone interessate da un’epidemia – si legge sul sito italiano dei Testimoni di Geova, in una pagina dedicata proprio a Covid 19 - i proclamatori potrebbero scegliere di predicare usando metodi alternativi, come la testimonianza telefonica” o anche “scrivendo messaggi, email o lettere”.

Coronavirus, l'Organizzazione mondiale della sanità dichiara la pandemia

Coronavirus Italia: casi oggi 11 marzo 2020: 12.462, 827 morti, 1.045 guariti. Borrelli: trend in linea con ultimi giorni

“Dalle profezie bibliche sappiamo che le epidemie sarebbero state un tratto distintivo degli ultimi giorni – si legge - In caso di epidemia è saggio adottare misure precauzionali per proteggere sé stessi e gli altri”.

“Alcuni si chiedono come stanno i fratelli nelle zone interessate - dicono i Testimoni di Geova - L’epidemia da Covid-19 ha avuto un notevole impatto sulle filiali e sulle congregazioni di Corea del Sud, Giappone, Italia e altri Paesi. In alcuni casi la filiale ha dovuto sospendere le visite guidate e limitare l’ingresso di persone esterne. In altri casi il governo ha imposto limiti a grandi manifestazioni ed eventi pubblici, e questo ha reso necessario che la filiale cancellasse alcune assemblee di circoscrizione. Inoltre, in alcune zone le congregazioni hanno dovuto modificare le disposizioni relative al ministero e alle adunanze. Nonostante tutto questo, i nostri fratelli non smettono di edificare la propria fede e di incoraggiarsi a vicenda”.
 

 
 

Ultimo aggiornamento: 19:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani