CORONAVIRUS

Coronavirus, il giallo del "paziente 0" a Padova: ecco come avrebbe superato il blocco sanitario

Sunday 23 February 2020
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Coronavirus, caccia al

Non è il manager rientrato dalla Cina il "paziente 0" del focolaio di coronavirus in Italia. L'uomo è risultato negativo a tutti i test, anche a quelli sugli anticorpi. L'attenzione ora si è spostata sulla piccola comunità cinese di Vo' Euganeo (Padova), dove è morto il 78enne Adriano Trevisan per le complicazioni da SARS-CoV-2. Il sindaco Giuliano Martini ha spiegato al Gr1 della Rai: «Abbiamo fatto il tampone ai cittadini cinesi che hanno visto il derby Inter-Milan il 9 febbraio in un bar con il concittadino morto».

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Il primo cittadino di Vo' Euganeo ha rivelato: «Probabilmente sono tornati in Italia dalla Cina attraverso uno scalo aereo in Germania o Olanda». Si tratta di 8 cinesi, «persone che si vedono raramente, gente educata e cittadini esemplari», ha chiarito il sindaco. «Qui ci siano collegamenti tra gruppi cinesi per il settore del tessile che spostano personale», ha concluso Martini. 

Zaia: «Gli otto cinesi di Vo' negativi al coronavirus»​
«Gli otto cinesi indagati dal punto di vista clinico hanno dato esito negativo», ha detto il Governatore del Veneto Luca Zaia in riferimento alle otto persone che «potevano essere la pista per il paziente zero di Vo'. È una cosa positiva per la loro salute, ma ciò non ci permette di dare risposte sul come sia giunto il virus che si dimostra ancora più ubiquitario». «Siamo preoccupati perché - ha proseguito - quello che sembrava un caso isolato coinvolge ora Lombardia, Veneto, l'Emilia Romagna, il Piemonte».

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Vo' Euganeo, comune di 3.500 anime ai piedi dei Colli Euganei, è entrato nel frullatore del Covid-19. E non sa quando ne uscirà. Venerdì notte lo choc per la morte a Schiavonia di Adriano Trevisan, ex imprenditore edile 78enne, prima vittima italiana. Ora i casi di infezione dilagano. A Vo' Euganeo ne sono stati censiti 10 (11 considerando Trevisan). Adesso Vo' è blindato, anche se non vi sono transenne o posti di blocco a impedire l'accesso. Chiusi i negozi, tranne alimentari e farmacie, chiuse le scuole, interrotte le fermate dei mezzi pubblici. Il paese resta aperto al traffico, ma la Prefettura ha chiesto al Comune di predisporre un piano nel caso si fosse costretti a dire stop alla circolazione.

L'ordinanza del Comune sul cordone sanitario - che ha replicato quella emessa dalla Regione, e le linee guida del Ministero della Salute - lascerà Vo' isolata dal resto per i prossimi 14 giorni. La gente ha l'ordine di uscire il meno possibile. I due bar del paese, il Sole e il Mio, frequentati dai primi due contagiati sono stati chiusi già ieri sera. Il sindaco Giuliano Martini, farmacista, ha dormito due ore la scorsa notte. Il resto le ha passate a sentire tecnici, presiedere riunioni in municipio, confrontarsi con gli esperti. «Non avrei mai pensato di affrontare una situazione del genere», dice.

Il tranquillo tran tran di un'amministrazione di provincia si è trasformato in due giorni in una bolgia di misure di sicurezza e prevenzione. «Cerchiamo di stare il più tranquilli possibile, altrimenti il panico prende il sopravvento» dice una residente, mentre fa una rapida uscita in piazza per comperare qualcosa. La paura però c'è: «ieri sera in automatico ci siamo già isolati tutti, prima ancora che venisse fatta l'ordinanza. È giusto così, bisogna essere responsabili» spiega un'altra abitante di Vo'. «Troppo allarmismo non giova alla comunità - dice invece una terza donna - Se non ci sono sintomi o altri fattori di rischio non mi sento in pericolo andando a fare a spesa».
 

Ultimo aggiornamento: 12:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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