CORONAVIRUS

Coronavirus e musei, "fase 2" a maggio: accessi scaglionati, distanze e tour guidati, così riapre la cultura

Domenica 26 Aprile 2020 di Laura Larcan
Coronavirus e musei,

La cultura punta alla “fase 2”. E la riapertura dei luoghi d’arte ai tempi del coronavirus ha il sapore di una sfida, quella di conciliare sicurezza con il piacere di un’esperienza di godimento del patrimonio. Come a dire che la salute deve andare a braccetto con la bellezza. Musei e siti archeologici apriranno entro il mese di maggio. Lo rende noto lo stesso ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Date precise non vengono ancora annunciate dal Collegio Romano, ma si prospetta come possibile scenario la seconda metà del mese (dopo il 18 maggio). Passaggio chiave sarà il tavolo con i sindacati. In queste ore la Direzione generale dei Musei ha dato una accelerata alla definizione delle linee guida per la riapertura degli istituti culturali su tutto il territorio nazionale. Sotto la lente d’ingrandimento, i requisiti sanitari che si traducono nel «distanziamento sociale, dispositivi di protezione, igienizzazione degli spazi, sistemi di areazione».

Covid, fase 2: lunedì aprono i primi cantieri, dal 18 le biblioteche e i musei

Coronavirus Firenze, il direttore degli Uffizi: «Danni per 10 milioni, resistiamo chiusi massimo 3 mesi»

Porte aperte sì, dunque, tenendo sotto stretta osservazione però la capienza delle sale, la disponibilità degli spazi, le distanze di sicurezza personali. Direttive che chiaramente devono essere rimodulate da museo a museo (tra edifici grandi, ambienti più stretti, aree all’aperto, realtà abituate a grandi numeri e realtà meno gettonate dai flussi di massa). Da Pompei al parco del Colosseo, dal Museo di Reggio Calabria alla Pinacoteca di Brera, dal Palazzo Ducale di Urbino alle Gallerie Estensi di Modena, il lavoro dei direttori è tutto incentrato sulle nuove modalità di visita.

Coronavirus, Natale di Roma ad effetti speciali: il Pantheon svela la luce segreta. Tutto il programma

Possibili scenari sono quelli degli ingressi contingentati, per venti, massimo trenta persone alla volta, per garantire le distanze, tour dei parchi rigorosamente accompagnati e monitorati, una diversificazione dei percorsi di visita. Nell’immediata “fase 2” probabilmente resteranno ancora chiusi i complessi sotterranei (per queste realtà museali si prevede una apertura più graduale). Previsto, poi, un piano di investimento per rafforzare il personale di custodia che sarà indispensabile durante i turni di visita.

Cambieranno alcune modalità di fruizione dei luoghi più delicati e sensibili, aumentando il numero chiuso. Come il Cenacolo Vinciano a Milano dove è obbligatorio il passaggio del pubblico nella sala di sanificazione da polveri e impurità: per ogni turno di visita il numero delle persone sarà probabilmente dimezzato (circa una decina). Stessa cosa per la sala dei Bronzi di Riace all’Archeologico di Reggio Calabria. Anche a Pompei l’accesso alle singole Domus sarà interdetto in alcuni casi (quelli in cui gli spazi non garantiscono la distanza di sicurezza), in altri sarà contingentato.

Un’altra misura riguarderà l’utilizzo di audioguide o visori VR di realtà virtuale. In questa prima fase non saranno utilizzabili (a meno che il concessionario del museo non sia in grado di garantire la corretta sanificazione dell’apparecchio). A Roma la Galleria Borghese guidata da Anna Coliva ha già messo a punto il piano d’apertura, con lo spostamento all’esterno del museo di tutti i servizi di accoglienza e rimodulando tempi e ingressi. A Firenze, gli Uffizi di Eike Schmidt sono al lavoro sulle nuove formule di visita. «Il turismo internazionale quest’ anno non ci sarà, avremo un pubblico di fiorentini senza sottovalutare una quota di visitatori extracittadini, di prossimità, da tutta la regione», riflette il direttore. Per questo gli Uffizi punteranno subito sul potenziamento dell’algoritmo, il sistema informatico che azzera le code e calcola l’orario di accesso. Inoltre rafforzeranno il sistema di controllo nelle sale con il personale per evitare assembramenti davanti alle opere più famose.

Non solo di grandi musei vive la cultura nella “fase 2”. «Sarà il momento per il pubblico di riscoprire e riappropriarsi del proprio territorio - commenta Flavio Enei direttore del Museo del Mare e della Navigazione antica del Castello di Santa Severa - In un’assenza di turismo internazionale, serve uno sforzo di promozione sistematico dell’Italia agli italiani. I piccoli musei di prossimità avranno un ruolo fondamentale per dare impulso alla riscoperta delle nostre origini».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani