CORONAVIRUS

Summit Vaticano per la fase 2 ma si aspetta il nuovo decreto Conte, allarme per i conti

Mercoledì 22 Aprile 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano - Il Vaticano si prepara alla fase 2 ma prima aspetta di prendere visione del prossimo decreto del governo Conte. E' quanto hanno affermato stamattina il Sostituto alla Segreteria di Stato, Pena Parrae il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin davanti a tutti i capi dicastero durante una riunione straordinaria nella quale si sono anche illustrate le misure da mettere in atto per il contenumento dei costi. Un tema che sta sollevanto parecchi grattacapi al di là del Tevere per la chiusura sine die della principale fonte di entrate, quella dei Musei Vaticani.

«Obiettivo dell'incontro - spiega la sala stampa della Santa Sede - era di riflettere su una seconda fase dell'emergenza da Covid19, che avrà inizio dal prossimo maggio. E' stato sottolineato lo sforzo impiegato dalla Santa Sede per far fronte alla crisi in modo sostenibile. Inoltre è stata decisa la graduale riattivazione dei servizi ordinari, pur salvaguardando le precauzioni sanitarie atte a limitare il contagio, in modo da assicurare il servizio al Santo Padre e alla Chiesa Universale».

Sono state ripetuti gli orientamenti contenuti in una circolare firmata dal nuovo segretario del dicastero della Economia, il gesuita padre Antonio Guerrero Alves. Per tutto il 2020 sono da considerarsi non sostenibili i costi per convegni, i congressi, gli spostamenti, è stato ripetuto che sono bloccate le assunzioni e che gli straordinari devono essere molto controllati. 

Una circolare analoga era stata emanata dal Governatorato agli inizi del mese, proprio per portare all'attenzione la grande questione dei costi fissi. Il Governatorato amministra il personale interno ai servizi dello Stato della Città del Vaticano, ma non quello relativo agli organi di governo della Santa Sede. 

 

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