Ethan Elder: «Vicini alla famiglia del militare ma angosciati per quella foto»

Giovedì 1 Agosto 2019 di Mauro Evangelisti e Alessia Marani
Ethan Elder: «Vicini alla famiglia del militare ma angosciati per quella foto»

«Avvocato, come sta mio figlio?». Il colloquio tra Ethan Elder, 61 anni, e gli avvocati Roberto Capra e Renato Borzone inizia attorno alle 15 tra piscine, verande, parchi, una decina di uomini della sicurezza in uno sterminato hotel a cinque stelle di Monte Mario. Il padre di Finnegan Elder, il diciannovenne che ha confessato di avere ucciso con undici coltellate il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, per quasi cinque ore incalza di domande i due legali, chiede spiegazioni sul sistema giudiziario italiano, sulla successione degli eventi ancora non chiara. Attorno a lui un esercito di uomini della sicurezza probabilmente voluto dall'Ambasciata americana.

SEI GIORNI
«Mia moglie e io dopo avere visto le foto di Hjorth bendato e di Finn nella camera d'albergo, abbiamo temuto per la sorte di nostro figlio. Ma siamo stati rassicurati sul fatto che non ha subito alcun maltrattamento» ripete con diplomazia, forse anche per cominciare una delicata partita a scacchi nel lungo percorso giudiziario. E poi certo c'è l'espressione del dolore per la famiglia di Mario Cerciello Rega: Ethan Elder, manager californiano, rinnova la sua vicinanza, come era già stato ribadito, con alcuni comunicati, scritti dalla California con un certo formalismo. Una cosa è certa: l'Ambasciata americana ha deciso di cambiare strategia difensiva e per questo ha suggerito alla famiglia i due nuovi avvocati. E ieri sera Borzone affermava: «Non ci convince come è stata ricostruita la fase finale della colluttazione». Sei giorni dopo l'arresto del figlio diciannovenne, Ethan Elder è arrivato alle 11.40 all'aeroporto di Fiumicino con un volo diretto di Norwegian decollato da Oakland, città dall'altra parte della Bay Area, di fronte a San Francisco dove Finnegan abita con la famiglia. Ethan nel terminal non ha voluto parlare ai giornalisti che lo aspettavano, cancellando il programma iniziale noto anche agli inviati delle tv americane. Anche qui: la strategia è cambiata. Ha solo spiegato: «Voglio vedere subito mio figlio». Poi però, il tempo di una doccia nella stanza del Hotel Cavalieri Waldorf Astoria, cinque stelle molto amato dagli americani e che ben racconta la famiglia abbiente da cui proviene Finn, ecco il colloquio-maratona con i legali. Abbronzato, pantaloni blu e camicia Oxford celeste hanno preso il posto dei jeans e della camicia scura che indossava quando è atterrato. Alla fine dell'incontro con gli avvocati chiede ai numerosi uomini della security di fagli da scudo. Prima di entrare nell'ascensore non passano inosservati i numerosi foglii in una tasca. Per oggi è stato organizzato un incontro con Finnegan, mentre nelle prossime ore arriverà anche Leah, la moglie, la madre del ragazzo. «Voglio capire le procedure per incontrarlo», ripete Ethan. Troppo tardi, ieri. Il portone del carcere aveva già chiuso ai familiari alle 12.45. Ethan ieri è apparso tranquillo. Cinque anni fa faceva volontariato nelle carceri in California e insegnava la meditazione per restare calmi. Raccontava: «Sono cresciuto in povertà, ho avuto fortuna più tardi nella vita. Ai miei figli ho insegnato l'importanza di condividere e dare. Entrambi sono divenuti due giovani adulti generosi e gentili».

PUNTI OSCURI
Era stata Leah, agente immobiliare, a prenotare il soggiorno di due notti all'hotel a quattro stelle Meridian per Finnengan e il suo amico Gabriele Natale Hjorth. Dopo il delitto ha cancellato il suo profilo Facebook. «Sono molto preoccupato per lo stato di salute di mio figlio e spero che sia assistito da un medico - sono le parole di Ethan - Ci è stato detto che non è stato maltrattato». L'avvocato Capra al mattino ha parlato con Finnegan, lo ha trovato spaesato e indebolito, «molto provato». «Stiamo parlando di un ragazzo del 2000». Negli Usa, a 16 anni, era stato arrestato per l'aggressione di un coetaneo, ma secondo l'avvocato «non ha precedenti penali»: non ci sarebbero condanne definitive.
 

Ultimo aggiornamento: 08:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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