Anziano si cala dalla casa di cura con un lenzuolo, cade e muore: Mario Finotti aveva 91 anni

Choc in una casa di cura a Papozze (Rovigo): «Mario era ancora molto arzillo e faceva sempre battute»

Anziano scappa da casa di cura con lenzuola annodate, cade e muore: Mario Finotti aveva 91 anni
di Francesco Campi
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Mercoledì 19 Gennaio 2022, 21:15 - Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 08:50

Una tragica fatalità che ha gettato nello sconforto tutti gli ospiti ed il personale dell'Opera Pia Francesco Bottoni, nonché tutta la comunità di Papozze (Rovigo), visto che la casa di riposo, importante istituzione locale, si trova proprio nel cuore del paese, in piazza della Chiesa. Mario Finotti, 91 anni, papozzano e da non molto tempo ospite della struttura, che già nel recente passato aveva manifestato la propria insofferenza per procedure e vincoli imposti dalla pandemia, ha infatti tentato di uscire dalla casa di riposo alla chetichella, passando dalla finestra al primo piano. Il gesto si è tramutato in dramma.

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CORDE LEGATE

Finotti, ieri mattina, ha legato insieme delle lenzuola con il l'intento di calarsi giù e scappare. Un'idea azzardata e pericolosa che ha comunque portato avanti. Ma quando ha iniziato a scendere, ha perso la presa (o forse è scivolato) ed è caduto nel vuoto. L'altezza non era particolarmente rilevante, tuttavia i teli erano stati ben annodati ed altrettanto saldamente se li era fissati attorno al busto, così - nel suo piano - da evitare di precipitare a terra. Ma proprio il contraccolpo della caduta sembra aver provocato un violentissimo colpo di frusta insieme ad una compressione polmonare e l'anziano - a quanto pare - è morto praticamente sul colpo.

I SOCCORSI

Vani tutti i tentativi di soccorso. E gli operatori del Suem, subito accorsi a sirene spiegate, hanno solo potuto constatare l'avvenuto decesso dell'anziano. A recuperare il corpo ormai senza vita sono stati i vigili del fuoco, mentre i carabinieri si sono occupati dei rilievi per cercare di ricostruire la drammatica catena di eventi che ha portato alla morte del novantunenne. Tutti gli elementi sembrano evidenziare che non si è trattato di un gesto autolesivo di natura volontaria, bensì della letale conseguenza di una fatalità nella quale è incappato Mario nel suo tentativo di fuga. Proprio l'assenza di dubbi sulla dinamica del decesso, considerato di natura accidentale, ha portato il pubblico ministero di turno, il sostituto procuratore Francesco D'Abrosca, a lasciare subito la salma nella disponibilità dei familiari per disporre le esequie del proprio caro la cui vita si è interrotta così tragicamente.

AMAREZZA

Giovanni Luca Avanzi, che dallo scorso anno è diventato direttore anche della struttura di Papozze, oltre che dell'Iras di Rovigo, spiega che «tutti siamo molto amareggiati. Nel giro della notte l'operatore di turno ha effettuato il passaggio verso le 5 e non ha notato nulla; fra l'altro in questo momento abbiamo dovuto rafforzare il turno di notte con un operatore in più perché abbiamo dovuto spostare alcuni ospiti positivi nell'area di isolamento, al secondo piano. Ma non questo nostro ospite, che era in stanza doppia, da solo, nell'area cossidetta pulita, che attendeva un nuovo ingresso. L'operatore della mattina, dopo il cambio di turno, quando è entrato nella stanza non ha Finotti e ha dato l'allarme; solo in un secondo momento sono stati notati il lenzuolo legato al termosifone e immediatamente dopo, purtroppo, il corpo, all'esterno. Probabilmente è successo verso le 6».

«Mario Finotti - conclude il direttore - era entrato la scorsa estate ed il suo era un profilo seguito con attenzione, perché era, sì, deambulante, ma con labilità mnemoniche ed alcuni momenti di disorientamento, ma il suo non era certo un profilo di tipo psichiatrico, anzi, era ancora molto arzillo e faceva sempre battute».

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