Alessandro morto cadendo dalla finestra a 13 anni, le minacce dei bulli sulla chat. Ipotesi istigazione al suicidio

Alessandro morto precipitato dalla finestra a 13 anni, le minacce dei bulli sulla chat: «Ti devi ammazzare»
di Dario Sautto
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Sabato 3 Settembre 2022, 11:50 - Ultimo aggiornamento: 6 Settembre, 09:39

Lo tempestavano di messaggi in una chat segreta. Insulti e minacce di ogni genere, promesse di un imminente incontro per strada per regolare i conti. E, soprattutto, inviti ben precisi a farla finita. A suicidarsi. Sono in via di identificazione i componenti di una vera e propria gang che aveva preso di mira Alessandro, il 13enne di Gragnano morto giovedì mattina dopo un volo di quasi 15 metri

Gli accertamenti sul cellulare

Dai primi accertamenti effettuati sul suo telefonino dai carabinieri della stazione di Gragnano sono emersi particolari agghiaccianti di una storia di bullismo nata al di fuori dall’ambito scolastico. Alessandro conosceva chi gli stava rendendo la vita un incubo e non ha trovato la forza di reagire a tanto odio nei suoi confronti. Forse era già stato aggredito da queste persone, che conosceva bene e aveva frequentato in passato. Forse ne sentiva la pressione insopportabile e ne aveva il terrore. Questa è l’ipotesi alla quale stanno lavorando i carabinieri, coordinati dalla Procura di Torre Annunziata (procuratore Nunzio Fragliasso, sostituto Giuliana Moccia), con il fascicolo che ipotizza contro ignoti il reato di istigazione al suicidio e che sarà trasmesso per competenza anche alla Procura per i Minorenni di Napoli. Sì, perché tra le persone coinvolte e in via di identificazione ci sarebbero ragazzini poco più grandi di Alessandro e anche alcuni maggiorenni, che si sarebbero prestati al perverso gioco di morte nei confronti del 13enne, massacrato quotidianamente con messaggi di odio e rancore. Una spirale di bullismo nella quale Alessandro forse si è sentito perso, nonostante l’affetto della sua famiglia e della sua fidanzatina: i messaggi erano virtuali, ma le minacce probabilmente le ha sentite molto reali perché arrivavano da persone residenti non lontano da casa sua e che rischiava di incontrare tutti i giorni andando a scuola.

Gli amici di Alessandro

Ieri pomeriggio, sotto casa sua in via Lamma si è radunato un gruppetto di amici. Erano tutti lì ad abbracciarsi e a piangere, guardando la maledetta finestra al quarto piano dalla quale Alessandro è caduto giovedì mattina. Per tutta la giornata è stato un viavai di familiari, conoscenti, amici. Lo stesso sindaco di Gragnano, Nello D’Auria, amico di famiglia, si è recato nuovamente dai genitori per portare loro conforto, in una storia terribile che ha ancora contorni da definire e che potrebbe nascondere il classico caso di cyberbullismo. «I genitori sono sconvolti e, come loro, anche noi che abbiamo conosciuto Alessandro» dice il primo cittadino gragnanese. Nei prossimi giorni potrebbero partire i primi avvisi di garanzia nei confronti di giovani e giovanissimi gragnanesi, che hanno avuto un ruolo in questa assurda vicenda. Nel frattempo, i familiari si sono chiusi nel loro dolore, dopo aver ricevuto la peggiore delle notizie per un genitore. 

I fatti

Tutto è accaduto in pochi attimi. Alessandro era solo in casa giovedì mattina, quando intorno alle 11 si è sporto dalla finestra della sua camera. In pochi istanti è finito, privo di sensi, sul selciato all’interno del parco privato di via Lamma, bagnato dalla pioggia. È subito partita la macchina dei soccorsi. L’allarme è stato lanciato da alcuni residenti, che hanno chiesto l’intervento del 118 e dei carabinieri. Sul posto sono arrivati primi i militari della stazione carabinieri di Gragnano, poi i soccorritori. Purtroppo per Alessandro non c’è stato nulla da fare. In un primo momento gli investigatori avevano pensato a un incidente domestico, un volo accidentale mentre il 13enne tentava di aggiustare il cavo dell’antenna tv, forse danneggiato dal maltempo. Dal telefonino del ragazzo, subito posto sotto sequestro, è emersa un’altra possibile verità, legata a chat segrete e messaggi inquietanti, alcuni dei quali ricevuti poco prima. In alcuni di quei messaggi – sostengono gli inquirenti – era fin troppo chiaro che chi scriveva avrebbe avuto la sola intenzione di spingere Alessandro a un gesto estremo. Una versione, questa, che avrebbe trovato riscontro anche in alcune testimonianze, tanto da portare gli inquirenti a seguire un’unica pista, scartando al momento quella delle cause accidentali. Nel frattempo, in attesa di una svolta nelle indagini, la città si sta stringendo simbolicamente attorno alla famiglia di Alessandro. Nel giorno dei funerali, a Gragnano sarà lutto cittadino, mentre la scuola media Roncalli – il 13enne avrebbe iniziato tra qualche giorno il terzo anno – sarà presente con una sua rappresentanza. 

Ipotesi istigazione al suicidio

C'è anche l'ipotesi dell' istigazione al suicidio tra le piste seguite dai magistrati della Procura di Torre Annunziata che hanno aperto un fascicolo sulla morte di Alessandro,. Una sedia vicino alla finestra, la zanzariera tolta e un cavo dell'antenna della tv tranciato avevano fatto pensare in un primo momento a un tragico incidente, e cioè che il 13enne si fosse sporto troppo nel tentativo di aggiustare il cavo della tv, perdendo l'equilibrio e cadendo. Il sequestro del telefonino del ragazzo, eseguito come da prassi, ha invece rivelato uno scenario diverso e inaspettato, sul quale ora si stanno concentrando le indagini dei Carabinieri della stazione di Gragnano e del Nucleo operativo di Castellammare di Stabia, coordinati dalla Procura oplontina guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso. Nello smartphone del 13enne infatti sono stati trovati messaggi dal tono minaccioso e insulti ricevuti da coetanei, che in alcuni casi addirittura lo invitavano a togliersi la vita. Di questi messaggi, e del turbamento che ne è derivato, il ragazzo ne avrebbe anche parlato alla fidanzatina. Si lavora quindi per identificare gli autori dei messaggi, che potrebbero essere iscritti nel registro degli indagati nelle prossime ore. Intanto la salma del ragazzo è ancora sotto sequestro in attesa che venga eseguita l'autopsia. 

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