PAPA FRANCESCO

Perugia, il cardinale Bassetti: «Chiesa litigiosa»

Lunedì 11 Novembre 2019
Il cardinale Gualtiero Bassetti arcivescovo di Perugia e presidente della Cei
PERUGIA Un’omelia dura, senza giri di parole, di autocritica sui problemi della Chiesa, quella umbra che si è riunita nell’Assemblea ecclesiale regionale di Foligno (metà ottobre), e in particolare quella perugina.
Domenica mattina il cardinale Gualtiero Bassetti ha preso l’occasione dell’omelia per Sant’Ercolano, uno dei tre patroni di Perugia, per un richiamo sottolineando che «la nostra Chiesa dovrebbe brillare di più dinanzi al mondo come segno e strumento dell’unità in Cristo di tutto il genere umano, nella concretezza della vita quotidiana, dei rapporti fra tutti i suoi membri, invece c’è un clima che è troppo litigioso e spesso di divisione, mentre deve apparire di più come Epifania e manifestazione del Signore e del suo Spirito. Questo lo deve fare per primo il vescovo e poi i sacerdoti, ma anche tutti i battezzati perché la vocazione che abbiamo è unica».
n particolare, ha detto Bassetti, la «nostra Chiesa perugino-pievese, pur ricca di fermenti, di carismi, di presenze significative, di memorie di santità antiche e recenti, tra queste ultime quella del dottor Vittorio Trancanelli, deve rendere più luminosa la sua vocazione, la sua chiamata. Pur essendo vivo da noi il desiderio e l’impegno di ascoltare la Parola di Dio, la nostra Chiesa- ha sottolineato il presidente della Conferenza episcopale italiana- non evangelizza sufficientemente se stessa, manca in parte di un cammino generalizzato di approfondimento delle verità della fede con l’allontanamento di tanti adulti, per non dire dei giovani». Un tema, quello del calo dell’attenzione nei confronti della Chiesa che più volte Bassetti ha affrontato e stavolta lo ha guardato da dentro ancora con maggiore incisività e senza veli.
Bassetti ha sottolineato e lanciato il monito durante l’omelia della celebrazione eucaristica della solennità di sant’Ercolano, patrono anche dell’Università degli Studi. «La nostra Chiesa - ha aggiunto - dovrebbe avere quel dinamismo missionario che la fa uscire dal tempio per comunicare la buona notizia della salvezza e condividere il dono di grazia secondo il progetto di Dio». Passaggi importanti in cui il cardinale non ha nascoste le necessità, di fatto, di uno scatto in avanti, chiamando in causa, per primo, la sua persona. «In una parola ripetuta spesso da papa Francesco - ha continuato il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia- dovremmo essere molto di più una “Chiesa in uscita”, che va incontro agli uomini di oggi, che hanno tanto bisogno di essere evangelizzati». Poi il passaggio sulla litigiosità interna. «Pur celebrando l’Eucaristia (di messe se ne dicono tante soprattutto la domenica) e gli altri sacramenti - ha evidenziato il presule - la nostra Chiesa dovrebbe brillare di più dinanzi al mondo come segno e strumento dell’unità in Cristo di tutto il genere umano, nella concretezza della vita quotidiana, dei rapporti fra tutti i suoi membri, invece c’è un clima che è troppo litigioso e spesso di divisione, mentre deve apparire di più come Epifania e manifestazione del Signore e del suo Spirito. Questo lo deve fare per primo il vescovo e poi i sacerdoti, ma anche tutti i battezzati perché la vocazione che abbiamo è unica. Non abbiamo vocazioni diverse, abbiamo scelte e carismi diversi nella vita, ma la vocazione fondamentale è quella della santità in cui siamo tutti chiamati a viverla e a testimoniarla». Eppoi un richiamo ai santi dell’Umbria Benedetto, Francesco, Chiara: «Pensiamo a quello che ci hanno tramandato i nostri anziani, pur in una povertà molto più grande della nostra, pur forse anche in tempi per certi aspetti più difficili: la fede, il rispetto e la promozione di ogni uomo. Dinanzi a queste ed altre sfide c’è la forza dei nostri santi, dei nostri protettori, questi grandi testimoni che dobbiamo sempre imitare.
Bassetti ha presieduto la celebrazione insieme a don Francesco Benussi, rettore della chiesa di Sant’Ercolano e a don Mauro Pesce, canonico della cattedrale di San Lorenzo.
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