Latina, corruzione e riciclaggio: arrestati due finanzieri

Venerdì 8 Giugno 2018
I colleghi delle Fiamme Gialle di Nettuno li hanno arrestati ieri mattina in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Velletri Gisberto Muscolo in quanto accusati di corruzione e riciclaggio di denaro. Agli arresti domiciliari sono finiti, insieme ad altre quattro persone, Riccardo Tomei e Vincenzo Camerota, entrambi finanzieri in servizio presso il Nucleo operativo di Latina.

L'inchiesta, condotta dal sostituto procuratore di Velletri Giuseppe Travaglini aveva preso il via nel 2016 in seguito ad alcune verifiche fiscali nei confronti della Nordicar, società in liquidazione il cui amministratore era in possesso della documentazione contabile e bancaria di un'altra società: l'uomo, Norman D.I (che risulta indagato), residente a Anzio, interrogato ha raccontato di avere conosciuto Tomei e Camerota nel corso di un'indagine antiusura condotta ad Aprilia dalla Finanza e di avere ricevuto da loro la richiesta di far transitare somme di denaro sul suo conto corrente in cambio di un compenso. Il suo stato di bisogno, sempre secondo il racconto, lo aveva indotto ad accettare e da allora avrebbe ricevuto nel corso del tempo bonifici di consistente entità- circa 60mila euro mensili - che lui provvedeva a prelevare in tranche da 3mila euro per poi, raggiunta la somma complessiva, restituirli a Tomei trattenendo per sé il 4%. Il denaro in questione, secondo la ricostruzione degli investigatori, proveniva da alcune cooperative di servizi (Universo, Unicoop, Multiservice, Aurora) tutte riconducibili all'imprenditore milanese Giancarlo Bolondi e alla fine Norman D.I. su richiesta di Tomei aveva fatto aprire ad una conoscente una partita Iva ad hoc per far transitare il denaro delle cooperative che, secondo altre verifiche, fornivano manodopera a basso costo eludendo il pagamento dei contributi e delle imposte tanto che agli imprenditori coinvolti nell'inchiesta e colpiti anche loro da ordinanza di custodia viene contestata anche la truffa ai danni dello Stato.

Tomei e Camerota avrebbero ricevuto da Bolondi denaro e altri favori - cene, biglietti per partite di calcio e promesse di impiego per i familiari - e in cambio gli avrebbero non soltanto consegnato il denaro provento di riciclaggio ma anche fornito informazioni sulle modalità per compiere frodi erariali e su come evitare intercettazioni telefoniche nel corso di indagini di polizia tributaria. Il tutto contravvenendo ai loro doveri d'ufficio. Ieri mattina dopo l'esecuzione dell'ordinanza di custodia i militari della Fiamme gialle hanno effettuato perquisizioni nell'abitazione di Tomei a Latina e in quella di Camerota a Minturno oltre che nei loro uffici. Tomei peraltro è indagato anche nell'inchiesta Arpalo perché secondo l'accusa si sarebbe proposto, offerto, a Pasquale Maietta per fornire informazioni sull'inchiesta in cambio di denaro dopo che i colleghi Pirone e Dell'Aversana erano stati scoperti: alcune settimane fa il gip Campoli aveva respinto la richiesta di sospensione dall'esercizio dell'ufficio nei suoi confronti come misura cautelare ritenendo che non sussistesse un pericolo attuale e che il sottufficiale potesse continuare a prestare servizio. Fino a ieri quando ha dovuto riconsegnare tesserino e pistola. Ultimo aggiornamento: 19:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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