Sgombero della Certosa, l'associazione sovranista non molla: «Noi non ci muoviamo»

Domenica 15 Dicembre 2019 di Andrea Tagliaferri
Sulla Certosa di Trisulti il Dignitatis Humanae Institute non molla la presa. Il direttore del dell'associazione, Benjamin Harnwell, ha dichiarato in una scarna nota che non darà seguito alla diffida, notificata lo scorso 5 dicembre, del Ministero per i Beni Artistici e culturali a lasciare il monastero entro 10 giorni. «Il Mibact, nel tentativo di ovviare all'imminente udienza davanti al Tar del Lazio, ha ordinato alla DHI di lasciare la Certosa.

Noi rispetteremo la sentenza eventuale del Tribunale Amministrativo, non gli ordini illegittimi del Ministero». Con queste parole, che non lasciano spazio ad interpretazione, è chiaro che da Collepardo Harnwel e i suoi non andranno via domani, giorno in cui cade la scadenza dei dieci giorni intimati dalla missiva a firma del direttore del Polo Museale del Lazio, Edith Gabrielli. Il Mibact ha precisato che «in caso di mancato rilascio dell'immobile entro il termine fissato, si procederà coattivamente».

La vicenda della Certosa è iniziata nel 2016, quando il gioiello cistercense è stato inserito nei beni demaniali da affidare con un apposito bando in concessione a privati, allo scopo di salvarli dall'abbandono. Nel 2017 questo avviso è stato aggiudicato alla DHI, fondazione di stampo ultracattolico vicina all'ideologo sovranista Steve Bannon. Poi, nell'ottobre scorso, è arrivata l'annullamento della concessione perché la DHI non aveva i requisiti per aggiudicarsi il bando. Su questa revoca l'associazione ha presentato ricorso al Tar che si esprimerà il 18 gennaio prossimo. Ora però il braccio di ferro è sullo sgombero immediato ordinato dal Ministero. Ordine che il presidente di DHI non intende rispettare. © RIPRODUZIONE RISERVATA