Referendum, la stragrande maggioranza della provinicia di Frosinone vuole il taglio dei parlamentari

Martedì 22 Settembre 2020 di Matteo Ferazzoli
Il seggio di piazza VI Dicembre a Frosinone

Alla fine, alla maggioranza degli italiani è piaciuta la riduzione dei parlamentari. Stravince ovunque il sì. Nell'intero paese, con una percentuale del 70% a favore. Nel Lazio, con il sì del 65,86% dei votanti. Ed anche in provincia di Frosinone, dove la percentuale del sì è ancora più alta: il 75,20 % ha votato per la modifica, il 24,80 % è stato contrario. In nessun comune ciociaro ha trionfato il “no”.

Nella città di Frosinone vince il sì con il 69,19% dei votanti a favore del taglio parlamentare ed il restante 30,81% che ha impugnato la matita per sbarrare il “no”. In tutta la Provincia, nonostante il trionfo netto del “sì”, in realtà il capoluogo è l’unico, insieme ad altri tre comuni, in cui il “no” è riuscito a superare il 30%. Tutti i seggi elettorali della città di Frosinone hanno visto il “sì” trionfare.

Le uniche tre sezioni in cui c’è stata una minima battaglia sono state la 48 di viale America Latina, dove il sì ha vinto con solamente 39 voti in più, al cospetto di 348 voti totali. Anche nel seggio numero 1 di Piazza VI Dicembre, i voti in più del sì sono stati 34 su un totale di 300 votanti e, in aggiunta, nel seggio 4, quello del liceo classico Turriziani, la disparità è stata meno pesante: il sì ha vinto con 55 voti in più, su un totale di 305 votanti. In tutti gli altri seggi cittadini, il divario che ha sancito l’affermazione della riforma referendaria è ben più netto.

Tolto il capoluogo, nei comuni più grandi della provincia stravince il sì. A Cassino, al netto di una bassissima affluenza, il “sì” si impone con una percentuale del 73% a favore e del 27% contraria. Nella città di Alatri, il 78% degli aventi diritto si è espresso in maniera favorevole, il 22% contrario. A Sora, il 71,68 % ha votato sì, per il no il 28,32%.

A Ceccano, dove si è votato anche per le amministrative e, quindi, c’è stata un’affluenza molto più alta alle urne, i contrari al referendum sono stati il 24,51% dei votanti mentre quelli favorevoli il 75,49%. Nella città di Anagni i risultati sono similari: 75% per il sì, 25% per il no.

A Ferentino la larga vittoria del sì è avvenuta con il 77% dei voti favorevoli, il 23% si è schierato come contrario mentre a Veroli il “sì” trionfa con ben l’80% dei voti. A Pontecorvo le votazioni sono terminate con un 75,4% per il “sì” e 24,6% per il “no”.

Nelle città, oltre Ceccano, in cui si è votato anche per le amministrative il “sì” ha vinto nettamente, tra tutti la situazione di Patrica: 74,16% per il “sì”, e quella di Ripi, dove il taglio parlamentare ha avuto una percentuale di consensi del 78,4%. A Fontana Liri – che è stato anche il comune in tutta la Ciociaria che ha registrato la maggior affluenza alle urne – il 72,47% ha votato per la riduzione, il 27,53%, invece, si è mostrato contrario.

Il quadro in tutta la provincia – al netto degli esiti dei comuni di Pescosolido e Strangolagalli ancora non pubblicati- in ogni caso, descrive una situazione in cui il “no” è riuscito a superare la percentuale del 30% solo in 4 comuni.

È il caso del capoluogo, come già detto, di Picinisco, con il 34,8% dei “no” – è la percentuale più alta ottenuta in Ciociaria – di Filettino, con il 34% che ha votato contro la modifica referendaria e di Arpino, dove il “no” si è fermato al 32,48%. I comuni in cui, invece, il “sì” ha trionfato maggiormente sono stati Sant’Andrea del Garigliano, dove a favore del taglio si è schierato l’87,3% dei votanti, il comune di Terelle, con l’86,92% per il sì e Falvaterra, con l’86,5% che ha votato per il taglio parlamentare. A sottolineare la vittoria schiacciante del “si”, tra l’altro, il voto favorevole alla riduzione parlamentare ha superato l‘80%, in ben 23 comuni della Ciociaria.
 

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