Risarcita per le botte del marito, ma lei dona i soldi ad un'associazione anti-violenza

Giovedì 20 Febbraio 2020 di Marina Mingarelli
Vince la causa contro il coniuge manesco e devolve il risarcimento e le spese processuali ad un'associazione impegnata nella difesa delle donne vittime di violenza. Una cifra non cospicua, poche migliaia di euro, ma dall'alto valore simbolico perché messe a disposizione di tante come lei vittime di un marito padrone. È la storia di Laura (nome di fantasia), una casalinga di 45 anni, residente a Paliano.

L'ULTIMA AGGRESSIONE
L'inizio della fine dell'incubo doveva essere un giorno come tanti altri. All'insegna del silenzio e della sopraffazione. Era il 2014. Il marito le aveva messo le mani al collo, l'aveva sbattuta sul letto tentando di consumare un atto sessuale. A causa delle percosse ricevute, la donna era dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso. I sanitari avevano stilato una prognosi di dieci giorni.

Laura come tante donne nelle sue condizioni aveva sopportato per lungo tempo gli insulti, le vessazioni e le botte, temeva che una sua reazione potesse scatenare le ire del marito anche sui suoi due bambini. Quando litigavano, l'uomo la ricattava dicendole che se non si fosse piegata alla sua volontà sarebbe andato a scuola a riprendere i figli e non glieli avrebbe più fatti vedere. Altre volte, soprattutto quando il marito aveva alzato il gomito, ripeteva che prima o poi avrebbe ammazzato tutti. E lei aveva paura soprattutto per i suoi due figlioletti. Per questo motivo aveva sopportato per anni quella situazione. Dopo quell'ultima aggressione, però, aveva deciso che era il momento di dire basta, di non cedere più a ricatti e minacce.

LA DENUNCIA
Difesa dall'avvocato Manila Potenziani, Laura ha preso coraggio raccontando tutto ai carabinieri. Dalla denuncia è scaturito il procedimento penale per tentata violenza sessuale e maltrattamenti. Nei giorni scorsi la sentenza. Il pubblico ministero aveva chiesto due anni e quattro mesi di reclusione. Il giudice però ha ritenuto molto deboli gli elementi portati in aula per dimostrare la tentata violenza sessuale che sarebbe avvenuta, è bene ricordare, all'interno delle mura domestiche. Per tale motivo ha deciso di assolvere l'imputato A.C. di 52 anni perché il fatto non sussiste Per quanto riguarda invece il reato di maltrattamenti e lesioni lo ha condannato a mille euro di risarcimento.

L'uomo è stato condannato inoltre ad una multa di 2000 euro oltre al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento di mille euro alla parte offesa. Ma la casalinga non vuole tenere per sé nemmeno un euro ed ha già deciso di devolvere i soldi all'associazione antiviolenza Doppia Difesa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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