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Pista ciclabile in via Marittima a Frosinone, le proteste dei commercianti

Pista ciclabile in via Marittima a Frosinone, le proteste dei commercianti
di Marco Barzelli
4 Minuti di Lettura
Domenica 24 Luglio 2022, 07:09 - Ultimo aggiornamento: 17:14

Il trenta percento in meno di guadagno da quando c'è la pista ciclabile. A lamentarlo i proprietari delle tre attività istituzionali di via Marittima: Caffè Minotti, Pizzeria Forno Carlo e Graziella, e Pasticceria Totò. Il loro, prima presso d'assalto, è diventato il Triangolo delle bermuda. Da inizio settimana sono spariti i parcheggi Ora sono attraversati dalla pista che parte dallo stadio Benito Stirpe e arriverà fino a via Aldo Moro. A rimetterci principalmente tanti altri negozi del circondario nonché il supermercato Gecop, all'altezza del trivio Marittima-Fontana Unica-Stazione. Allo Scalo i mal di pancia dei commercianti sono iniziati ancor prima della pista: sin dalla realizzazione della piazza antistante alla chiesa della Sacra famiglia.

LA GIORNATA

Tutta una questione di abitudine forse. Ieri mattina però, in un caldo sabato d'estate, se ne sono davvero viste di tutti i colori. Il senso unico verso la stazione è stato più volte violato da automobilisti che procedevano spediti e inconsci, soprattutto per abitudine, contromano in una via a doppio senso fino a domenica scorsa. Anche nella parallela via Fontana unica si è rischiato davvero qualche frontale, per via della mancanza di segnali di direzione obbligatoria. Le transenne e un po' di segnaletica orizzontale evidentemente non bastano. Nel giro di dieci minuti, inoltre, due anziani sono piombati a terra dopo che sono incespicati nei cordoli della pista, posti anche sulle strisce orizzontali. Il rinnovato assessore ai lavori pubblici, Angelo Retrosi, ha già garantito che «l'amministrazione comunale sta facendo di tutto per lenire i disagi». Se ne stanno occupando lui e l'assessora alla polizia locale e traffico Maria Teresa Rotondi in sinergia con il vicesindaco Antonio Scaccia, delegato alla mobilità. Aveva preannunciato una potenziale stazione fissa con i vigili urbani per tutte le informazioni del caso. Nel mentre, però, è passata una settimana dall'inizio dei lavori. Caffè Minotti, Carlo e Gabriella, e Totò sono dello stesso avviso: «Non siamo stati minimamente ascoltati all'inizio e ora ci ritroviamo senza un terzo dei clienti abituali».

LE REAZIONI

Vincenzo Minotti, a un certo punto, mostra la bolletta della corrente: «Devo pagare seimila euro ad agosto, giusti giusti quelli che non guadagnerò più in un mese, visto che ogni giorno perdiamo duecento euro soltanto con le colazioni». Suo figlio Valerio ritiene che «il problema più grande di questa zona è sempre stato quello di non avere parcheggi a sufficienza né piazze». Poi lo sfogo: «Ora ci sono stati azzerati tutti quelli davanti al locale. Siamo già dimenticati da tutti, noi non stiamo nella centrale via Aldo Moro, qui una persona deve venirci apposta e ora non sa dove parcheggiare». Anche Marco Calabrese e sua madre Gabriella, ormai in pensione ma sempre pronta a sfornare, nonché Carla Frasca da Totò, concordano all'unisono: «La pista ciclabile l'avrebbero potuta fare lungo via Fontana unica, una zona piena di case, non di commercianti». Marco Calabrese, però, mette in chiaro di non essere «minimamente contrario allo sviluppo di una mobilità sostenibile, anzi, ma prima della pista ciclabile avrebbero dovuto attivare la metropolitana leggera e realizzare il nuovo ascensore inclinato». Sua madre Gabriella, intanto, ha «buttato un'altra volta 30 pagnotte e tanto altro che solitamente vendiamo tranquillamente - fa sapere -. Abbiamo sette dipendenti da trent'anni, non vogliamo mandarli a casa, ma perdiamo clienti». Carla Frasca, da Totò, riflette: «È una pista stretta, pare a una corsia. E, se ne fanno un'altra qui davanti, è la volta che chiudiamo veramente».

L'OPPOSIZIONE

Il capogruppo del Pd Angelo Pizzutelli, dai banchi dell'opposizione consiliare, si fa nel mentre portavoce delle lamentele dei commercianti. E si appella al sindaco Mastrangeli e ai suoi delegati: «Senza la minima concertazione con i commercianti di via Marittima, e dei residenti aggiungo, il clima che si respira a margine del provvedimento comunale relativo alla realizzanda pista ciclabile con annesso senso unico di marcia verso lo Scalo, è davvero pesante e pieno di dubbi che nessuno di parte comunale ha definitivamente fugato».
 

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