Panò, chi è lo street artist che ha disegnato il murales dedicato a Romina De Cesare

Panò, chi è lo street artist che ha disegnato il murales dedicato a Romina De Cesare
di Matteo Ferazzoli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 12 Maggio 2022, 23:11

Si fa chaimare Panò, è lo street artist che nelle scorse ore ha realizzato il murales dedicato a Romina De Cesare, la ragazza originaria della provincia di Isernia uccisa dall'ex fidanzato nell'appartamento di via del Plebiscito, nel centro storico di Frosinone. Il Messaggero aveva raccontato la sua storia nei mesi scorsi. Portano la sua firma altri disegni del capoluogo. Uno è stato dedicato a Giulio Regeni. 

In viale Napoli, c’è un disegno di un altro giovane. Questa volta, il ragazzo è riccio di capelli, porta un paio di occhiali tondi. Ed è in attesa della libertà. Si chiama Patrick Zaki, giovane egiziano, studente a Bologna, in stato di detenzione preventiva dal momento del suo rientro in Egitto, quasi un anno fa, perché accusato di diversi reati.
Ed ancora. In Corso della Repubblica, invece, c’è il volto di Greta Thunberg, volto iconico del “Fridays for future”, movimento di giovani studenti che chiede più rispetto per la situazione ambientale e climatica. Qualche mese fa, il disegno era stato deturpato e ricoperto da una svastica. Panò, però, ha poi attaccato nuovamente il disegno.

«Per il dipinto di Greta - illustra l’artista - ho tratto l’ispirazione dal “Salvator Mundi” di Leonardo Da Vinci. E l’ho abbinato a Greta, come fosse lei, la salvatrice del mondo».

All’incrocio di viale Marconi, spunta un altro dipinto. È stato realizzato in occasione del 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Panò, quindi, precisa: «Cerco sempre posti degradati dove posizionare i dipinti, anche per abbellirli; non deturpo le zone pulite e decorose». L’artista, poi, riflette sul movimento artistico in città: «Qui la street art vera e propria, quella che nasce dalla necessità e dalla libertà degli artisti, non c’è. E quelle poche cose che c’erano, sono state cancellate. Penso, ad esempio, al graffito di Alice Pasquini. Anche gli ultimi interventi in città, in ambito di graffiti, sono comunque organizzati e studiati, e vengono fatti solo quando ci sono degli eventi. Non ci sono, invece, artisti che si muovono in maniera indipendente. Frosinone è un po’ asettica, in questo senso; anche nella ricezione degli interventi artistici. A me piace agire sul mio territorio, per questo spero che ci siano più azioni artistiche».

Infine, l’artista svela: «Ho in mente una nuova opera, ma devo ancora studiarla. Partirò però da un quadro di Botticelli»

© RIPRODUZIONE RISERVATA