Provinciali Frosinone, fratture e patti: è sfida vera per la presidenza. Triello tra Mastrangeli, Di Stefano e Germani

Provinciali Frosinone, fratture e patti: è sfida vera per la presidenza. Triello tra Mastrangeli, Di Stefano e Germani
di Stefano De Angelis
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Sabato 26 Novembre 2022, 08:05 - Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 17:29


Le divisioni, apparse sin da subito insanabili, sono diventate profonde crepe. La serie di incontri tra partiti e pezzi delle coalizioni non è servita per giungere all'unità all'interno dei due poli, né nel centrodestra né nel centrosinistra. Nonostante alcuni tentativi, negli schieramenti è rimasta viva la frammentazione. E così il soccorso civico, quello degli esponenti indipendenti, sarà l'ago della bilancia della contesa elettorale alle porte e, probabilmente, del futuro assetto delle forze politiche. È con questo scenario d'incertezza che sindaci e amministratori comunali il 18 dicembre andranno alle urne per scegliere il nuovo presidente della Provincia di Frosinone. Il mosaico è definito e si attende soltanto l'ufficialità. I giochi, però, sono ormai fatti. Per lo scranno più alto di piazza Gramsci sarà un duello a tre, un triello. Tutto come già ampiamente pronosticato. Sarà sfida vera. Un test per i partiti nonché per i leader dei gruppi e delle correnti interne.

TRE IN CORSA
Salvo sviluppi dell'ultim'ora, in campo scenderanno i sindaci di Frosinone, Sora e Arce, rispettivamente Riccardo Mastrangeli, Luca Di Stefano e Luigi Germani. Tre primi cittadini (gli unici candidabili) dal profilo civico, ma che orbitano in aree geopolitiche diverse. Il primo è al timone del Comune di Frosinone ed è vicino alla Lega; il secondo è stato appoggiato anche dal Pd alle Comunali; il terzo, fino allo scorso anno tesserato con i dem, è da sempre un uomo di centrosinistra e ora è diventato il punto di sintesi dell'intesa trasversale tra FdI e un'ala del Partito democratico, che si è spaccato in due. Come il centrodestra.

LO SCENARIO
Mastrangeli ha lanciato la sua candidatura più di una settimana fa. Sta raccogliendo le firme e, stando alle dinamiche delineate, potrà contare sul sostegno della Lega, di parte di Forza Italia, di sindaci e componenti civiche. Non, però, sull'appoggio dei vertici di Fratelli d'Italia, vale a dire del deputato Massimo Ruspandini e del blocco che fa riferimento al riconfermato parlamentare, né su quello dei leader di FI. In Ciociaria i partiti di Meloni e Berlusconi non hanno gradito quella che hanno definito «fuga in avanti» di Mastrangeli (che si era mostrato disponibile a un confronto anche per valutare altri nomi di schieramento), decidendo così di intraprendere un'altra strada. In un primo momento si era fatta percorribile l'ipotesi Giuseppe Sacco, sindaco indipendente di Roccasecca: alla fine ha ritirato la propria disponibilità. Il suo nome circolava con insistenza anche in alcuni ambienti dem nell'ambito di una strategia di larghe intese. Ma a stretto giro un'altra parte del Pd, costituita anche da diversi amministratori del Cassinate, tra cui il sindaco della città martire Enzo Salera, ha rivendicato una soluzione interna, identitaria, cioè di partito. Rosa di possibili candidature poi allargata alla più ampia area progressista al termine della direzione provinciale del Pd, con tanto di mandato esplorativo affidato a una delegazione.

LA SPACCATURA
Un tentativo che, però, tra i democrat è naufragato. È andata così in scena la frattura, con tanto di scontro, tra le correnti del presidente uscente Antonio Pompeo e Francesco De Angelis, leader ciociaro del Pd, con posizioni diametralmente opposte. Il caso è esploso ieri quando quello che era nell'aria si è materializzato. Pompeo e sei consiglieri provinciali, la metà dell'assise, hanno lanciato la candidatura di Luigi Germani, sindaco di Arce per la quinta volta e da 47 anni stabilmente nell'assise cittadina. Ad apporre le prime firme sul documento sono stati Riccardo Ambrosetti e Daniele Maura di FdI, Gaetano Ranaldi e Antonella Di Pucchio del Pd e i civici Luigi Vacana e Alessandro Cardinali. Segno dell'alleanza tra FdI e l'area dem di Pompeo. «Una presa di posizione arrivata negli istanti in cui il segretario Fantini si accingeva a convocare la direzione del partito. Una tempistica che la dice lunga» spiegano dal Pd. Una candidatura, quella di Germani, che è supportata anche da Selera e da una fetta di FI e su cui si sta cercando di far confluire forze neutrali.

Della partita sarà anche Luca Di Stefano. Sta ultimando la raccolta delle firme: «Sono pronto, c'è tanto entusiasmo intorno alla mia figura. Sono fiducioso» ha detto. Ad appoggiare il sindaco di Sora, secondo lo scacchiere emerso, sono diversi sindaci non solo della Valle del Liri e della Val di Comino, il nucleo del Pd provinciale guidato da De Angelis, esponenti del Terzo polo, Italia Viva-Azione. Ma potrebbe trovare qualche sponda anche da amministratori in quota centrodestra. La compagine Di Stefano è al lavoro per incrociare il consenso di altri centristi e gruppi civici. Un quadro, dunque, che ha indotto il segretario del Pd, Fantini, a riunire per oggi in seduta straordinaria la direzione provinciale del partito. Lunedì scade il termine per presentare le candidature, le distanze sembrano incolmabili.

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