Incarichi senza gara al Matusa,
indaga la Procura dopo l'esposto
Il sindaco: «Sono solo carte bollate»

Martedì 10 Luglio 2018 di Aldo Simoni
Il sostituto procuratore Adolfo Coletta ha aperto un’inchiesta sui lavori al Matusa che, da ex stadio, sta per diventare il nuovo parco urbano del capoluogo.
Ieri la polizia giudiziaria si è recata al secondo piano della palazzina di via Fabi, presso gli uffici “Lavori Pubblici” e “Manutenzione”. E lì ha chiesto la documentazione relativa alla pavimentazione e alla piantumazione del nuovo parco. Sono interventi per un importo che si aggira sui 400 mila euro. «Abbiamo convocato 18 ditte e abbiamo affidato i lavori “al massimo ribasso” dopo aver espletato una regolare gara» precisa il dirigente dell’Ufficio, arch. Elio Noce. Il ribasso è stato di circa il 25%.
Ma la Procura indaga su ben altro. E per capire dove vuole arrivare, bisogna risalire ai primi di giugno quando il consigliere di opposizione Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune) inviò un esposto in Procura, allegando una ricca documentazione.

LE PERPLESSITA’
Dice Pizzutelli: «Le mie perplessità sono iniziate quando ho notato che la prima parte degli interventi è stata eseguita senza alcun bando di gara». E tra la documentazione presentata in Procura ci sono le delibere con cui si dà incarico a due professori dell’Accademia di Belle Arti, di redigere la sistemazione del nuovo parco cittadino.
«Sono due architetti - prosegue Pizzutelli - una romana e una veneta, che hanno brillanti curricula nel campo del design, ma non mi sembra in campo urbanistico...»
«Ecco - prosegue Pizzutelli - già da lì le cose non mi quadravano: ho notato che lo scorso anno si sono dati incarichi per 39 mila euro a luglio e, cinque mesi dopo, a dicembre, per altri 13 mila. Eppure la legge sugli appalti dice chiaramente che, per importi superiori ai 40 mila euro, va espletata una gara. Non vorrei che, con questi spezzettamenti, si sia voluta aggirare proprio la legge sugli appalti».
In verità, le due professoresse (entrambe architette) hanno coordinato un grande lavoro di squadra che ha coinvolto anche vari assistenti dell’Accademia e studenti che hanno eseguito indagini di mercato e hanno interrogato i frusinati sul parco che avrebbero voluto... Insomma, si è coinvolta gran parte dell’Accademia (come si fa in molte città italiane) per un grande lavoro «di gruppo», e non affidato a due singole professioniste. «Tra l’altro - precisa un tecnico del Comune - se avessimo dato questo lavoro a dei tecnici locali ci sarebbe costate tre volte di più».

LE PROGETTAZIONI
Ed ora la Procura ora sta approfondendo proprio questi aspetti: quelli cioè relativi all’inizio dei lavori di ristrutturazione del « Matusa» e, in particolare, sull’affidamento delle progettazioni (circa 52 mila euro) e delle prime sistemazioni esterne (circa 120 mila euro).
«In verità - prosegue Pizzutelli - la decisione di presentare l’esposto l’ho maturata il giorno in cui, parlando con un assessore, mi disse “... Ma se ci mettiamo a fare le gare, quando finiamo...?” . Ecco, allora mi sono convinto che la procedura dello spezzettamento era fatta apposta per aggirare la legge».
Ovviamente, per Pizzutelli, questo modo di procedere denota assenza di programmazione e di una coerente direzione dei lavori.
«L’ultimo caso è emblematico - prosegue - un mese e mezzo fa, sono stati buttati giù dei muretti che erano stati risistemati, stuccati e verniciati di verdino per il Green Day (l’apertura per un giorno dell’area ai cittadini organizzata lo scorso ottobre dal comune, ndr).»
«Quale programmazione c’è - si chiede l’esponente di opposizione - quando prima si sistema un muretto per poi abbatterlo? Chi dirige i lavori? Quanti dei lavori fatti per il Green Day dell’8 ottobre erano del tutto inutili? Quanti soldi sono stati spesi per sistemare muretti e recinzioni che oggi vengono abbattuti? Sappiamo che per il Green Day sono stati impegnati oltre 113.000 euro di soldi pubblici senza che venisse fatta una gara, facendo uno spacchettamento in 8 interventi, quasi identici, per restare sotto soglia... Ci eravamo illusi che i soldi spesi per il Green Day, anche se eccessivi, fossero almeno utili. Poi abbiamo scoperto che non è così».

LA REPLICA
«L’esposto all’autorità giudiziaria del consigliere Stefano Pizzutelli che, evidentemente, ancora non si è ripreso dallo shock elettorale dello scorso anno – ha subito replicato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani – è l’ennesimo tentativo di cercare di impedire, con la carta bollata, la realizzazione del Parco del Matusa che, purtroppo per lui, è ormai una realtà cittadina. Del resto, già in passato, altri personaggi della sua parte politica e della sua stessa levatura, prospettarono esposti di ogni sorta per cercare di bloccare il nuovo stadio di calcio “Benito Stirpe”, mentre poi sono stati tra i primi a sventolare le bandiere dentro l’impianto, dopo la promozione in serie A. È il vecchio metodo, questo, di fare politica che contraddistingue il percorso di chi, dopo essere stato nutrito ed allevato dai socialdemocratici per vent’anni, ha avuto il coraggio di rinnegare, dalla sera alla mattina, coloro che avevano generato le proprie fortune politiche, ad iniziare proprio dall’on. Gian Franco Schietroma. Il consigliere Stefano Pizzutelli è la dimostrazione vivente del contrario di re Mida, il mitico re della Frigia che trasformava in oro qualsiasi cosa toccasse. Lui si limita allo strenuo tentativo, evidentemente sterile, di cercare di distruggere tutto ciò che gli capita, politicamente, di sfiorare. Scagliarsi contro l’Accademia di Belle Arti per la progettazione di un’opera ambientale quale il Parco del Matusa, inimmaginabile per coloro che volevano costruire su quell’area 130.000 metri cubi di cemento, significa dimostrare limiti evidenti di prospettive e di futuro» © RIPRODUZIONE RISERVATA

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