Gabriel ucciso dalla madre, Donatella piange sulla tomba del figlio

Mercoledì 19 Febbraio 2020 di Vincenzo Caramadre
Omicidio Feroleto: Donatella sulla tomba del piccolo Gabriel​. La visita, autorizzata dal Gip del Tribunale di Cassino, c'è stata nella tarda mattinata di ieri al cimitero di Piedimonte San Germano dove riposa il piccolo dallo scorso mese di aprile, dopo il brutale assassinio.
Donatella Di Bona, la 28enne, rea confessa dell'omicidio di suo figlio, accompagnata dagli agenti della polizia penitenziaria, si è recata in preghiera sulla tomba del piccolo. E lì ha pianto, ma soprattutto ha pregato a lungo di fronte all'immagine del piccolo Gabriel.

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Più volte i difensori della donna, Lorenzo Prospero e Chiara Cucchi, su richiesta di Donatella, hanno fatto istanza al giudice, ma mai, per questioni di opportunità, era stata autorizzata. Ieri, invece, si è presentata l'occasione giusta ed è coincisa con l'arrivo della donna al Tribunale di Cassino, dal carcere di romano di Rebibbia, per partecipare all'udienza (con il rito abbreviato) dinanzi al Gup Domenico Di Croce, per il conferimento di una perizia psichiatrica.
Per il resto l'udienza è stato un nulla di fatto perché il perito, il dottor Gabriele Mandarelli, incaricato di eseguire la perizia psichiatrica, era impegnato in altra sede e la nomina, con relativo quesito, verrà conferita il 17 marzo prossimo alle ore 11.

LA CORTE D'ASSISE
L'udienza per il processo con il rito abbreviato per Donatella di Bona, è fissata tre giorni prima dell'apertura del processo in Corte d'Assise nei confronti di Nicola Feroleto, il papà del bimbo, assistito dall'avvocato Luigi D'Anna, arrestato con la stessa accusa della madre, il quale però si è sempre dichiarato innocente.
Destini processuali differenti per un'accusa unica, quella contestata dai pubblici ministeri Valentina Maisto e Roberto Bulgarini Nomi ai genitori, vale a dire di aver assassinato il piccolo in una stradina in località Volla, dove i due si erano appartati.

IL BIMBO IN BRACCIO
La morte del piccolo, come noto, risale al pomeriggio del 17 aprile 2019, quando Donatella Di Bona arrivò nei pressi della sua abitazione con il figlio, ormai morto, tra le braccia. In un primo momento riferì che era stato vittima di un investimento da parte di un auto pirata, ma poi, pressata dai carabinieri, raccontò la sua doppia verità. In una prima confessione riferì che aveva ammazzato il piccolo da sola, poi tirò in ballo Nicola Feroleto. «Lo abbiamo ammazzato insieme», raccontò al pm Maisto. L'uomo, tuttavia, continua a negare quello che, per gli investigatori, è un efferato delitto.

Il bambino, infatti, come accertamento dalla consulenza medico -legale è stato soffocato con la chiusura contestuale della bocca e del naso. Una morte atroce. A reclamare giustizia per il piccolo di 28 medi e a ribadire l'innocenza di Donatella è stata Rocca Di Branco, la nonna di Gabriel e, appunto, madre dell'imputata, che, tramite i suoi legali, Alberto Scerbo e Giancarlo Corsetti, segue la vicenda e si costituirà in giudizio, nei confronti di Nicola Feroleto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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