Figli dipendenti dallo smartphone, i genitori chiedono aiuto alla Centro Exodus

Sabato 21 Settembre 2019 di Elena Pittiglio
Storie diverse, difficili che fanno comprendere cosa può provocare l'eccessivo uso di smartphone ad un adolescente. E' il caso di un 13enne, appassionato di tecnologia. La sua cameretta è più fornita di un negozio di video giochi. All'età di 7 anni gli è stata regalata la prima consolle e il primo smartphone. I genitori, spesso assenti per lavoro, controllano la loro ansia telefonando ogni tanto nel corso della giornata. Il ragazzo da qualche mese ha qualcosa che non va. E' nervoso. Così riferiscono i genitori al Centro di consulenza della Comunità a cui si sono rivolti per chiedere aiuto. Una notte continua il racconto - sua madre si alza e scopre il figlio intento a giocare online, con altre persone chissà in quale parte del mondo. E' totalmente preso dalla battaglia di Fortnite. La madre prova a fermarlo ma le grida si alzano in tutta la casa. Soltanto dopo un'ora i genitori riescono a farlo desistere. Da quella notte inizia un conflitto tra genitori e figlio in cui emerge che l'uso dello smartphone e dei giochi occupa tutta la giornata e anche la notte del giovane. Ma c'è dell'altro. Quando i genitori provano a staccare i fili della play station, il ragazzo si procura una mazza da baseball e distrugge la sua cameretta. Un episodio che ha convinto i genitori a rivolgersi al Centro di Exodus. Il ragazzo viene seguito da un equipée di giovani psicologi, pedagogista, educatori.
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