Se la soddisfazione per il lavoro diminuisce (-16%) aumenta il welfare “preventivo”

Se la soddisfazione per il lavoro diminuisce (-16%) aumenta il welfare preventivo
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Mercoledì 6 Dicembre 2023, 11:00 - Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre, 09:00

Il Great Gloom ma anche il Quiet Quitting sono fenomeni che si affrontano non con soluzioni temporanee ma strutturate riguardanti i diversi ambiti di un’accurata pianificazione welfare. I consigli di Giacomo Spazzini, imprenditore e fondatore di GS Loft, che offre consulenze per il benessere del corpo e della mente

The Great Gloom, così la chiamano gli americani: la grande tristezza dei nostri giorni. Secondo la ricerca Employee Happiness Index, da giugno 2020 la soddisfazione dei dipendenti nei confronti del proprio lavoro è diminuita del -16%. Se si considera solo l’ultimo anno, questo dato è sceso del -11% raggiungendo cifre ancora più basse rispetto al periodo di pandemia. Dopo il Quiet Quitting questo sembra essere il nuovo e preoccupante fenomeno che riguarda il mondo del lavoro

Fortunatamente quasi la totalità di chi guida le aziende ritiene ormai che il benessere dei propri collaboratori e dipendenti sia una priorità. Per l’84,9% dei 400 leader di aziende che hanno partecipato alla ricerca Corporate Wellbeing in Italia, il wellbeing è ormai un tema cruciale nella vita aziendale. Negli ultimi 12 mesi, la quota di aziende che si sono attivate su questo tema è quasi raddoppiata, passando dal 10% al 18,2%, ma meno di un quarto (23,5%) ha una strategia chiara e ben comunicata.

Nonostante questo, però, è ancora molta la strada da percorrere per poter parlare di un vero e proprio wellbeing aziendale strutturato, poiché molte delle soluzioni messe in atto in ottica di benessere sono spesso esclusivamente palliative e non orientate alla prevenzione.

Presentiamo alcuni consigli utili, individuati da Giacomo Spazzini, imprenditore e fondatore di GS Loft, che le aziende possono mettere in campo per promuovere la salute dei proprio dipendenti a 360 gradi:

• Dedicare tempo e professionalità al benessere psicofisico dei propri dipendenti: dedicare del tempo alla cura di sé stessi aiuta a migliorare l’umore, stimolare la creatività e promuovere una buona salute mentale generale, oltre ad aumentare i livelli di energia quotidiana. Una palestra aziendale o un abbonamento convenzionato possono essere un inizio, ma non bastano. In questo modo si delega al dipendente l’atto del prendersi cura di sé in mezzo ai suoi mille impegni. Invece è necessario fornire assistenza, formazione e motivazione costante per portare i dipendenti a comprendere i benefici dell’allenamento e per applicarlo nella loro routine. Dire esclusivamente “ecco qui una palestra per te” non basta.

Curare l’alimentazione: mensa aziendale e buoni pasto non sono abbastanza, per la salute dei propri dipendenti è importante formare a un’alimentazione quanto più sana ed equilibrata possibile.

Non tutti sanno che l’intestino è un vero e proprio organo endocrino, considerato addirittura il nostro secondo cervello e che produce gli ormoni della felicità. Nell’intestino sono infatti presenti oltre 100 milioni di neuroni che regolano stress, ansia e tensione. E’ per questo motivo che il benessere psicofisico passa anche attraverso un’alimentazione sana, in grado di considerare l’equilibrio del microbiota e della flora batterica attraverso il supporto di specialisti. Educare per ottenere benefici tangibili, percorsi alimentari personalizzati per funzione ed età può essere una svolta importante per la concentrazione e la produttività.

Lavorare sulla prevenzione: lavorare sulla prevenzione del benessere significa anche concedere del tempo ai propri dipendenti per sottoporsi ad analisi e controlli di routine, non invasivi, per monitorare il proprio stato di salute e, di conseguenza, ridurre i giorni di malattia, i piccoli acciacchi ma anche i problemi gravi. Lo stress cronico di basso grado ad esempio è oggi un fenomeno totalizzante ma ancora sottovalutato. Vite molto frenetiche, stressanti e ricche di preoccupazioni portano il corpo a rimanere costantemente infiammato, causando l’invecchiamento cellulare, la predisposizione a patologie e cali cognitivi importanti. Grazie al supporto di analisi epigenetiche e ormonali è possibile valutare il proprio livello di benessere, il grado di infiammazione latente, migliorare il sonno e tutte le performance cognitive.

“Dal 2019 ci occupiamo di benessere psicofisico dei nostri clienti. Siamo stati precursori di queste tematiche, che hanno visto la loro ascesa a mainstream grazie alla pandemia” dichiara Giacomo Spazzini, fondatore di GS Loft. “Da allora abbiamo aiutato più di 4000 persone ad essere più in forma, più performanti, più serene, a lavorare meglio e a resistere allo stress in maniera più resiliente e determinata. Proprio dai nostri clienti, tra cui ci sono molti imprenditori, è nata la volontà di allargare il nostro servizio alle aziende. Molti di loro hanno inserito il percorso in GS Loft nel loro welfare aziendale e grazie a questo stiamo costruendo una banca dati proprio legata a benessere e performance, misurando la loro correlazione con le prestazioni aziendali. Più benessere vuol dire più business. Non è solo una scelta sociale, ma è una scelta utile anche al fatturato.”

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