Tutela del debito, così Alice Cossu assiste chi non riesce a pagare le rate

Tutela del debito, così Alice assiste chi non riesce a pagare le rate
di Rosario Dimito
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Martedì 30 Novembre 2021, 20:23 - Ultimo aggiornamento: 20:56

È la regina della tutela del debito, una forma originale di coniugare la professione di advisor per la ristrutturazione delle passività con la protezione della condizione di sudditanza in un’obbligazione. Alice Cossu è una professionista dove ti colpisce il suo sorriso radioso e che a Cagliari si è inventata un’attività che punta a mettere al riparo i debitori dagli assalti di chi comunque ha titolo per rivendicare il suo diritto. Si è votata a una missione sociale per assistere persone che arrivano addirittura a gesti estremi, disperati perchè non intravvedono un salvagente al sovraindebitamento. Cossu è una consulente che opera in stragiudiziale. Il suo studio nasce circa tre anni fa a Capoterra, paese del cagliaritano, da una vera e propria scelta di vita, con lo scopo di aiutare chi si trova a superare le difficoltà finanziarie. «Il mio obiettivo è quello di evitare che tutti coloro che si rivolgono a me vengano sottoposti a procedure esecutive da parte dei creditori» dice con accento caratteristico ma anche molta determinazione e rigore professionale.

«Mi trovo ad aiutare quotidianamente innumerevoli persone affiancandole dall’inizio alla fine della procedura, offrendo soluzioni alternative come saldo e stralcio, piano di rientro, piano del consumatore e ristrutturazione del debito. L’importante è che la situazione di difficoltà nasca da cause imprevedibili». La procedura inizia con una consulenza conoscitiva nella quale viene esposta dettagliatamente la situazione debitoria del cliente in modo da poter capire quale soluzione è più adatta e agire tempestivamente. «Uno dei requisiti fondamentali per poter usufruire dei servizi dello studio è la meritevolezza - aggiunge la professionista -, quindi chiunque si rivolge noi deve trovarsi in una situazione di sovraindebitamento per cause non imputabili come, per esempio, la perdita del lavoro. La maggior parte dei nostri clienti sono famiglie in situazioni di particolare sovraindebitamento, principalmente dovuto o dalla perdita del lavoro e/o da cause non imputabili (la situazione da Covid 19 è uno degli esempi maggiori), da imprenditori e dipendenti in difficoltà e/o in cassa integrazione». A fine 2020 lo studio Alice Cossu contava già circa 425 fascicoli di cui 200 sono stati chiusi con la soddisfazione dei clienti che si rivolgono allo studio e alla sua conoscenza per uscire dalla crisi. Tra questi vi è la storia di due persone che si sono affidate alla professionista in un momento di crisi e grazie a lei sono riuscite a risolvere la loro situazione e vivere nuovamente una vita serena.

«La prima, una ragazza, aveva un mutuo con Ubi Banca da euro 180 mila» precisa Cossu, «dopo la perdita del lavoro da parte del coniuge e la separazione da esso il mutuo non è più stato pagato. Arriva una lettera di doValue incaricata da Ubi Banca che nel frattempo si è fusa con Banca Intesa. Sono intervenuta chiamando doValue per stipulare il migliore degli accordo possibili. Infine si è raggiunta la rinegoziazione del mutuo che da 180 mila euro di partenza si è ridotta a 120.000 euro, somma che dovrà essere versata tramite attraverso modalità solvibili dal cliente: i primi 4500 devono essere versati subito a titolo di acconto mentre la restante cifra dovrà essere versata in 180 rate mensili da euro 550». In questo caso è stata applicata la legge Salva Casa che prevede la rinegoziazione del mutuo prima che venga avviata la procedura esecutiva da parte della banca. «Il secondo caso ha per protagonista un cliente che ha perso il lavoro, con diversi debiti bancari, tributi comunali e con Agos», continua la consulente Dopo aver trovato nuovamente un lavoro ho fatto in modo di far applicare il piano del consumatore poiché il cliente rispettava il requisito di meritevolezza. Il mutuo da 100 mila euro, grazie al piano del consumatore, ora ammonta a euro 52 mila euro. Agos, i tributi comunali e le spese della procedura sono state pagate. La somma totale da pagare è stata così ridotta a 62 mila euro che è stata pagata attraverso un mutuo erogato dal ministero dell’interno del tesoro in applicazione della normativa dello svincolo dei fondi prevenzione ad usura. Il mutuo dovrà essere versato in rate mensili che ammontano ad 400 euro».

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