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Decreto Aiuti, extraprofitti: ecco le maximulte per chi non versa entro la fine di agosto

Arriva la stretta: controlli di Entrate e Guardia di Finanza

Decreto Aiuti, extraprofitti: ecco le maximulte per chi non versa
di Luca Cifoni
4 Minuti di Lettura
Martedì 9 Agosto 2022, 07:56 - Ultimo aggiornamento: 13:44

Niente sconti e nessuna possibilità di ravvedimento per gli omessi versamenti del contributo straordinario sui cosiddetti “extraprofitti”. Anzi le aziende che superano le nuove scadenze, fissate al 31 agosto per l’acconto e alla fine dell’anno per l’acconto, si vedranno raddoppiare la sanzione, che passerà dal 30 al 60 per cento di quanto non versato. La stretta annunciata la settimana scorsa da Mario Draghi contro le società energetiche che non hanno fin qui aderito al tributo del 25 per cento trova la sua forma definitiva nel decreto Aiuti Bis, che nelle prossime ore dovrebbe arrivare in Gazzetta ufficiale. E accanto all’inasprimento delle sanzioni prevede anche una serie mirata di controlli da parte di Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, che realizzeranno «interventi coordinati» per verificare i comportamenti degli interessati «sulla base di analisi di rischio sviluppate anche mediante l’utilizzo delle banche dati».


I NUMERI
Dunque il governo sceglie la linea dura per rispondere alla realtà dei numeri certificata dall’assestamento di bilancio: all’appello mancano buona parte dei 10 miliardi attesi come gettito del tributo. Che prevedeva un prelievo del 25 per cento su una base imponibile stimata in 40 miliardi ma messa in dubbio da vari analisti. Di fatto il problema potrebbe essere non tanto o non solo la volontà di alcuni dei soggetti economici di sottrarsi alla tassa, quanto la valutazione dell’effettivo importo che ciascuno dovrebbe versare. È ovvio che grandi imprese per di più pubbliche come Eni o Enel non potrebbero in nessun caso venir meno ai propri obblighi verso lo Stato, che è anche loro azionista; ma ad esempio il Cane a sei zampe ha fatto sapere di aver preventivato un pagamento complessivo poco superiore ai 500 milioni. Mentre i piccoli potranno dare cifre comunque esigue.


LA DEROGA
Dunque resta da vedere se il pugno di ferro alla fine produrrà risultati. Per quanto riguarda l’acconto ci sono in realtà pochi giorni, considerando anche che siamo ormai vicini a Ferragosto. Per il saldo viene di fatto concesso un mese in più rispetto alla scadenza fissata a fine novembre. Come è usuale in questi casi, la norma contiene anche un comma inserito appositamente per derogare allo Statuto dei contribuenti, che vieta di applicare retroattivamente nuove regole fiscali.
Il tema era stato affrontato anche nell’incontro di mercoledì scorso tra esecutivo e Cgil, Cisl e Uil. I sindacati hanno chiesto di rafforzare le misure di sostegno alle famiglie eventualmente rialzando l’aliquota del contributo straordinario, che dal 10 per cento originario è già stata portata al 25. Il decreto legge vale circa 15 miliardi, di cui 14,3 ottenuti attingendo alle maggiori entrate fiscali affluite nel bilancio dello Stato, rispetto alle precedenti stime: ma mentre imposte dirette si sono rivelate più abbondanti del previsto (grazie all’aumento dei prezzi ma non solo) il contributo straordinario ha fin qui deluso le attese dell’esecutivo.
Con l’entrata in vigore del provvedimento (ieri si è lavorato tutto il giorno per portarlo alla firma di Mattarella) diventeranno operative tra le altre anche le misure sull’esonero contributivo per i lavoratori dipendenti: un taglio dell’1,2 per cento che si aggiunge a quello dello 0,8 in vigore già da gennaio, sulle retribuzioni che non superano i 35 mila euro l’anno. Dunque i datori di lavoro potranno applicarlo teoricamente già sugli stipendi di agosto, riconoscendo anche la somma spettante a luglio visto che il provvedimento si applica per tutto il secondo semestre del 2022 (inclusa la tredicesima).


L’ITER
L’iter parlamentare del provvedimento potrebbe iniziare già domani con la presentazione in Senato, secondo quanto annunciato nei giorni scorsi a Palazzo Madama. Di certo non ci sarà molto tempo, tra le esigenze della pausa estiva dei lavori e quelle della campagna elettorale. E gli aggiustamenti saranno forzatamente limitati.
 

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