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Decreto Aiuti, interventi su bollette, stipendi e Iva per 14,3 miliardi. Draghi: «Autunno difficile»

Il premier incontra gli imprenditori e avverte sui rischi di calo dell’economia

Dl Aiuti, interventi su bollette, stipendi e Iva per 14,3 miliardi. Draghi: «Autunno difficile»
di Luca Cifoni
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 27 Luglio 2022, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 12:23

La dote per il decreto aiuti è di 14,3 miliardi, una somma ancora più consistente di quella ipotizzata fino a qualche giorno fa: sono questi i soldi che il governo utilizzerà per il prossimo intervento di contenimento delle bollette energetiche e di sostegno alle famiglie attraverso una nuova tranche del bonus 200 euro. In preparazione c’è anche il taglio dell’Iva su alcuni beni di prima necessità come pane pasta carne e pesce. 
Il ministro dell’Economia Franco ha formalizzato ieri la nuova situazione finanziaria con una relazione al Parlamento che è stata approvata da Consiglio dei ministri. Quando la voteranno, nei prossimi giorni, le Camere autorizzeranno l’esecutivo ad usare per il nuovo provvedimento le maggiori risorse emerse nel primo semestre di quest’anno, invece che lasciare che vadano a ridurre il deficit. Quindi il rapporto disavanzo/Pil resterà fissato per il 2022 al 5,6% scritto nel Documento di economia e finanza di aprile, ma a parità di saldo si libererà uno 0,8 da destinare al sostegno a famiglie e imprese: è il risultato di un 2022 che sta andando ancora bene dal punto di vista della crescita e - di conseguenza - delle entrate: quelle tributarie sono risultate superiori alle attese di 11,1 miliardi, quelle extra-tributarie di 3,2. La situazione però rischia di cambiare - o sta già cambiando - nella seconda metà dell’anno.

Ne è ben consapevole lo stesso Mario Draghi che ieri nel corso della riunione con alcune associazioni imprenditoriali ha fatto un riferimento al rischio di una flessione dell’economia e a una stagione autunnale che si preannuncia complessa. Se infatti finora è stata prevalente la spinta positiva dei servizi e soprattutto del turismo, nelle prossime settimane inizierà a farsi sentire l’effetto negativo dell’inflazione, in particolare energetica: sia sulla produzione che sui consumi delle famiglie. Quindi dopo il risultato ancora largamente positivo del secondo trimestre (la stima preliminare dell’Istat arriverà tra pochi giorni) seguiranno percentuali meno lusinghieri e il rischio di una recessione tecnica (due trimestri negativi consecutivi) non può essere escluso. Nonostante questi segnali sfavorevoli, il nostro Paese dovrebbe registrare nella media dell’anno una crescita superiore al 3 per cento, nelle stime del ministero dell’Economia ma anche di organizzazioni internazionali come il Fondo monetario internazionale.

IL MENU
Come saranno impiegati i 14,3 miliardi? Sicuramente nel provvedimento in arrivo nei primi giorni di agosto ci sarà la conferma anche per gli ultimi tre mesi dell’anno del taglio degli oneri di sistema, lo strumento con il quale finora è stato contenuto l’impatto degli aumenti dei costo dell’energia sulle bollette finali. Si tratta in questo caso - appunto - della prosecuzione di interventi già adottati. Ci sono poi una serie di crediti di imposta in particolare per le imprese energivore che sono scaduti e vanno rinnovati. Da definire un eventuale ritocco del bonus sociale, lo sconto riservato ai nuclei familiari con un Isee basso (la soglia potrebbe essere innalzata ulteriormente rispetto agli attuali 12 mila euro). Lo sconto di 30 centesimi sulla benzina sarà esteso almeno fino a settembre. Il menu prevede poi la riproposizione del bonus 200 euro per lavoratori e pensionati. A questa misura potrebbe essere aggiunto l’azzeramento dell’Iva oggi al 4% su pane e pasta e il dimezzamento di quella al 10 (ad esempio su carne e pesce): un intervento che però è ancora oggetto di verifiche tecniche e politiche. Oggi l’esecutivo vedrà i sindacati che - se chiamati a scegliere tra le due opzioni - opterebbero verosimilmente per il bonus per stipendi e pensioni.


 

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