Juventus, Rugani positivo al coronavirus: le azioni bianconere affondano in Borsa

Giovedì 12 Marzo 2020

La Juve crolla in Borsa e chiude in calo del 17,97% a 0,54 euro dopo che nella tarda serata di ieri il club bianconero ha annunciato che il difensore Daniele Rugani, difensore venticinquenne, è risultato positivo (seppur asintomatico) al coronavirus.

Si tratta del primo positivo in Serie A, ma soprattutto ora l'intera squadra bianconera e' stata messa in quarantena (peraltro insieme all'Inter visto che le due squadre si sono incontrate settimana scorsa). Un provvedimento che mette il club bianconero nell'impossibilità di giocare il ritorno degli ottavi di finale di Champions League contro il Lione, previsto per settimana prossima.

Al proposito sono attese decisioni ufficiali dell'Uefa. C'e' poi anche il tema del campionato italiano che è sospeso fino a inizio aprile. Il tutto, ovviamente, rischia di penalizzare in misura significativa i ricavi del club bianconero, così come quelli delle altre big italiane e del Vecchio continente. Il titolo della Juventus, da inizio anno, ha circa dimezzato il valore in Borsa.

C'è il primo caso di positività al Coronavirus nella serie A di calcio. La doccia fredda tocca ancora più nel vivo il campionato italiano e tutto il calcio europeo, nel giorno in cui vengono rinviate le partite di Europa League che riguardano Inter e Roma. Con il torneo italiano sospeso fino al 3 aprile e tanta incertezza anche sul prosieguo delle coppe internazionali e sullo svolgimento dei prossimi Europei, un altro colpo negativo.

La Juventus intera finisce in quarantena, come pure lo staff tecnico, i dirigenti, i preparatori e i medici. Lo stesso riguarda probabilmente l'Inter, ultima avversaria della Juventus nello scontro diretto di domenica scorsa nell'Allianz Stadium a porte chiuse. La «comunicazione urgente» del club bianconero arriva intorno alle 23 di mercoledì: «Il calciatore Daniele Rugani è risultato positivo al Coronavirus-COvid-19 ed è attualmente asintomatico». La Juventus «sta attivando in queste ore tutte le procedure di isolamento previste dalla normativa, compreso il censimento di quanti hanno avuto contatti con lui». 

Rugani era tra i giocatori in panchina domenica, come pure a Lione, nell'andata degli ottavi di Champions, il 26 febbraio. Nel mese di febbraio è stato schierato titolare in due partite consecutive, il 16 a Torino contro il Brescia e sabato 22 a Ferrara contro la Spal. Finora la positività al test sul Coronavirus era stata soltanto una paura nella serie A di calcio anche se la Juventus era già stata sfiorata dal problema, nei primi giorni dell'emergenza in Italia, quando l'under 23 bianconera aveva sospeso gli allenamenti dopo i casi positivi nella Pianese, avversaria toscana della seconda squadra Juve il 23 febbraio ad Alessandria, nel campionato di serie C. La quarantena dell'U23 era finita proprio ieri, senza che nessun problema si manifestasse tra i giocatori bianconeri.

Ora la positività ha toccato Rugani e nuove ombre e paure si addensano sulla ripresa del campionato, su cui è chiamato a esprimersi il Consiglio federale della Figc convocato il 23 marzo. E aumentano anche gli interrogativi sul ritorno degli ottavi di Champions con il Lione, in programma il 17 marzo a Torino. Il caso finisce sul tavolo dell'Uefa che dovrà prendere un'altra difficile decisione. La Juventus deve interrompere gli allenamenti che aveva continuato con un solo giorno di stop, il riposo concesso da Sarri lunedì all'indomani della vittoria contro l'Inter. Ma alla 'Continassà non era già più rientrato Cristiano Ronaldo, rimasto a Madeira, in Portogallo «in attesa degli sviluppi legati all'emergenza sanitaria».

 

Ultimo aggiornamento: 22:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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