Caro-bollette, più sconti e acquisti di energia con un prezzo massimo: ecco gli aiuti per famiglie e imprese

A confermare lo schema di interventi è stata nelle ultime ore anche la sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra (Leu)

Il caro-bollette mette a rischio la ripresa
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Giovedì 10 Febbraio 2022, 17:40 - Ultimo aggiornamento: 19:46

Potrebbe arrivare a 7 miliardi l’intervento di «ampia portata» promesso dal premier Mario Draghi per rafforzare il sostegno a famiglie e imprese in difficoltà per il pero del caro-bollette. Il decreto in arrivo la prossima settimana in Consiglio dei ministri è ancora allo studio dei tecnici, ma a quanto pare si concentrerà con misure diverse sui fronti schiacciati dall’impennata dei prezzi del gas: le famiglie più deboli e le imprese energivore, insieme alle pmi.

LE RISORSE

A confermare lo schema di interventi è stata nelle ultime ore anche la sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra (Leu): «Dobbiamo agire su più fronti perché il rincaro delle bollette energetiche interessa molti soggetti, a partire dalle famiglie, i più deboli, le imprese, e anche gli enti territoriali, Comuni e Regioni: teniamo in mente quanto costa la bolletta energetica per tenere aperti gli ospedali e le terapie intensive”, dice Guerra». Vanno dunque trovate risorse almeno fino a 5 miliardi. Ma l’obiettivo è riuscire a fare una manovra complessiva da 7 miliardi. Una cifra intorno ai 2 miliardi, potrebbe arrivare da quello che resterà dalla vendita dei diritti per le missioni di CO2 per il 2022 una volta coperto l’azzeramento degli oneri di sistema già promesso per il primo trimestre dell’anno, insieme al credito di imposta per le energivore, pari a 1,6 miliardi.

Complessivamente quest’anno arriveranno almeno 3,5 miliardi secondo le stime del governo. Ma gli attuali segnali che arrivano dai mercati a termine vedono la C02 anche oltre le previsioni dell’esecutivo, tanto da fare immaginare introiti anche superiori ai 4 miliardi. Anche nell’ipotesi più prudente si tratta di una cifra quasi raddoppiata rispetto all’anno scorso, dopo l’impennata dei prezzi sul mercato europeo delle emissioni, spinti anche dalle politiche della Ue. Una cifra tra i 2,5 e i 3 miliardi potrebbe poi arrivare dalla “cartolarizzazione” degli oneri di sistema. Il che vuol dire di fatto spalmare su più anni gli incentivi per le rinnovabili che costituiscono una parte sostanziosa degli oneri di sistema che compongono la bolletta. Altri 2 miliardi potrebbero poi essere recuperato dal maggior gettito legato aall’impennata del prezzo del petrolio, per esempio.

LE FAMIGLIE

A confermare la gravità del momento è stato Stefano Besseghini, presidente dell’Arera (l’Authority dell’energia) nel corso di un’audizione parlamentare: «Nonostante gli interventi straordinari del governo nei servizi di tutela si registra, nel primo trimestre del 2022, un aumento del costo per l’energia elettrica per la famiglia tipo pari a +55% per la bolletta dell’elettricità e a +41,8% per quella del gas rispetto al trimestre precedente». Rispetto al primo trimestre 2021 parliamo di un balzo per l’elettricità da 20 a 46 centesimi di euro per chilowattora. E di un quasi raddoppio per il gas, da 71 a 137 centesimi di euro per metro cubo. Di qui l’auspicio di «destinare il gettito delle aste CO2 alla riduzione degli oneri generali di sistema, nonché impiegare fondi di bilancio per finanziare gli oneri non strettamente afferenti al sistema energetico». Cosa farà di più il governo? L’obiettivo è fafforzare i sostegni alle famiglie magari allargando la platea dei beneficiari considerati in difficoltà. Già nei mesi scorsi puntellando i bonus sociali è riuscito ad azzerare completamente gli aumenti per i nuclei più fragili.

Quindi le famiglie con Isee fino a 8.265 euro, oppure fino a 20.000 euro nel caso dei nuclei con almeno quattro figli beneficiavano del bonus energia. Nel dettaglio, oltre tre milioni di persone già percepiscono il bonus energia, previsto per le famiglie con un Isee al di sotto di 8.265 euro annui, per i nuclei famigliari con almeno 4 figli e Isee i 20mila euro, per chi percepisce il reddito (o la pensione) di cittadinanza e coloro i quali si trovano in gravi condizioni di salute. Il bonus gas, invece, invece prevede per le famiglie con 4 o più componenti a seconda della zona climatica in cui si abita con un aiuto compreso fra 30 euro e 245 euro all’anno.

Un aiuto al qual nel già dal quarto trimestre del 2021 si è aggiunto il bonus integrativo da sommare al bonus annuale e dividere per quattro. Il bonus elettrico, invece, ha un importo annuo compreso tra 128 euro per le famiglie con due membri, 151 euro per nuclei con tre o quattro componenti e 177 euro per i nuclei familiari da cinque persone in su. Anche in questo caso, nel quarto trimestre è scattato il “bonus integrativo, pari rispettivamente a 46 euro, 55,2 euro e 64,4 euro. A questo si era aggiunto il taglio all’Iva del 5% per gli usi civili e industriali. Anche per il futuro, dunque, il governo utilizzerà lo strumento dell’azzeramento degli oneri di sistema. Già dal primo ottobre del 2021, in realtà, 26 milioni di utenze domestiche e sei milioni di piccole e medie imprese non hanno più questa tassa sulle proprie bollette. Ma ora l’intenzione è di apmpliare la platea.

LE IMPRESE

Per le imprese, non è bastato l’azzeramento degli oneri di sistema riconosciuto fino a marzo. Ora il governo sta per varare una misura strutturale che dia certezza alle imprese sui costi futuri e eviti chisure a catena nell’industria. Quindi dovrebbe essere annunciata l’intenzione di raddoppiare la produzione nazionale di gas fino a 8-10 miliardi di metri cubi, aprendo nello stesso tempo la possibilità alle imprese di accedere all’acquisto di un sostanzioso quantitativo di gas a tariffe controllate. Un po’ come già previsto in Francia. Allo stesso modo, dovrebbe essere messa a disposizione delle imprese energivore, appunto, anche energia rinnovabile a sconto a fronte della stipula di contratti pluriennali. Non solo. Il governo sta valutando anche altre proposte di Confindustria, dagli sgravi fiscali all’aumento della remunerazione del servizio di “interrompibilità” da parte delle imprese energivore (il fermo del consumo di elettricità e gas per la produzione in caso di emergenze nelle forniture).

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