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Bonus 200 euro e dl aiuti al sicuro dalla crisi di governo. Ma a rischio i nuovi aiuti per le bollette

In tema di enti locali, invece, comuni e province potranno usare i proventi di multe e parcheggi per pagare le bollette di scuole, impianti sportivi e illuminazione pubblica

Crisi governo, bonus 200 euro e dl aiuti al sicuro. A rischio i nuovi aiuti per le bollette
4 Minuti di Lettura
Domenica 17 Luglio 2022, 20:40 - Ultimo aggiornamento: 18 Luglio, 01:44

La crisi di Governo lascia in sospeso anche il destino di quello che è già stato ribattezzato decreto luglio, un provvedimento con nuovi interventi per attenuare gli effetti del caro-prezzi su famiglie e imprese. Al sicuro invece il bonus 200 euro, varato da tempo e con la procedura per la distribuzione già avviata, e il decreto aiuti, appena approvato definitivamente dal Senato, che contiene fra l'altro nuovi aiuti contro il caro energia, margini più alti per poter accedere alla rateizzazione delle cartelle fiscali e un nuovo allentamento nel meccanismo di cessione dei crediti d'imposta derivanti da superbonus e bonus edilizi. Tra le novità anche alcune correzioni sul reddito di cittadinanza. In pratica, dopo due no ad offerte "congrue", sia pubbliche che private, se si vorrà mantenere il beneficio, si sarà costretti necessariamente ad accettare. Con il terzo no, infatti, non si avrà più diritto all'assegno. In tema di enti locali, inoltre comuni e province potranno usare i proventi di multe e parcheggi per pagare le bollette di scuole, impianti sportivi e illuminazione pubblica.

Il nuovo decreto

Il varo del nuovo decreto è atteso invece per fine mese. Con la crisi, secondo alcuni esponenti del governo il provvedimento sarà preso comunque anche se il fatto di essere nella pienezza o meno dei poteri da parte del Governo lascia ipotizzare una struttura diversa del decreto. In caso di dimissioni del premier Mario Draghi difficilmente potrà mantenere tutte le misure di anticipo della prossima legge di stabilità che avrebbe dovuto contenere per lasciare eventualmente spazio alle sole misure più urgenti contro la crisi. «Io penso che un provvedimento sarà assunto in tutti i casi, è chiaro che un provvedimento con un Governo nella pienezza delle sue funzioni può avere un'ambizione e una forza che un provvedimento assunto da un Governo che non ha più la piena legittimazione è oggettivamente diverso» ha spiegato il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Senza considerare che un provvedimento del genere diventerebbe altamente divisivo nel caso in cui ci si trovi in campagna elettorale. Sugli aspetti tecnici gli approfondimenti sembrano comunque andare avanti, nonostantela crisi aperta dal Movimento 5 Stelle e le difficoltà a tenere insieme la compagine di governo.

 

L'ipotesi bonus 200 euro bis

La base di partenza al momento sarebbe determinata dalla dote da 8,5 miliardi che emerge dal disegno di legge di assestamento del bilancio approvato a fine giugno e presentato alle Camere. Il buon andamento delle entrate fiscali, comprese quelle dell'Iva, cresciute di pari passo con i prezzi, permette di avere uno spazio di bilancio non indifferente che, con qualche spinta in più, potrebbe arrivare fino a 10 miliardi di euro. «Una cifra plausibile» aveva detto nei giorni scorsi la sottosegretaria all'Economia, Maria Cecilia Guerra, secondo cui il provvedimento non è a rischio e le ipotesi allo studio sono ancora tutte aperte, come per esempio l'eventualità di riproporre il bonus da 200 euro che verrà versato nelle buste paga di questo mese a oltre 30 milioni di italiani. Una misura che da sola, nella versione del decreto aiuti, vale 6,8 miliardi e che potrebbe fare la differenza nel pagamento delle bollette di luce e gas per chi ha un salario o una pensione bassa.

Il cuneo fiscale

Ma l'entità delle risorse richieste è appunto talmente alto da sollevare dubbi sull'opportunità di estenderla anche ad agosto. Non è poi escluso peraltro che già a luglio possa vedersi un piccolo anticipo del taglio del cuneo fiscale in vista del più ampio e strutturale intervento atteso in manovra e per cui le risorse potrebbero essere consistenti: la cifra di 5-6 miliardi costituisce infatti un minimo da cui partire ma è chiaro che la soluzione della crisi in un senso o nell'altro potrà lasciare o meno la misura tra quelle contenute nel provvedimento. C'è poi da valutare la riduzione, se non l'azzeramento, delle aliquote Iva sui beni di largo consumo, dai farmaci agli alimentari. Contro il caro-benzina sicuramente verrà mantenuto lo sconto sulle accise almeno per altri due mesi mentre sarebbero tutelate le aziende energivore.

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