Bitcoin e criptovalute, è boom: dietro il balzo la fiducia di miliardari e vip. Ma l'economia mondiale è a rischio

La capitalizzazione di mercato dei cripto asset ha superato i 2mila miliardi di dollari. Il Bitcoin prosegue la sua corsa al rialzo tra gli investitori

Bitcoin e criptovalute, è boom: dietro il balzo la fiducia di miliardari e vip. Ma l'economia mondiale è a rischio
di R.Ec.
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Venerdì 8 Ottobre 2021, 16:34 - Ultimo aggiornamento: 21:04

Continua il boom delle criptovalute. La capitalizzazione di mercato dei cripto asset ha superato a settembre i 2mila miliardi di dollari. Il Bitcoin, in particolare, prosegue la sua corsa al rialzo tra gli investitori. Oggi ha superato i 56 mila dollari, toccando un massimo a 56.078 dollari. Dall'inizio dell'anno, il rialzo è dell' 87%. La regina delle criptovalute, secondo i dati di Coindesk, si attesta attualmente a 55.250 dollari, in progressione dell'1,67% nelle ultime 24 ore. Bene anche l’Ethereum, in rialzo del 3,3% a circa a circa 3.570 dollari. Il Dogecoin, invece, ha guadagnato il 22% negli ultimi sette giorni e oggi è a 0,247 dollari. Cosa c'è dietro? Si tratta di un trend pericoloso?

Intorno alle valute digitali le preoccupazioni sono sempre più elevate. Sul tema è intervenuto a inizio mese il Fondo monetario internazionale. Lo sviluppo di queste tecnologie, per gli economisti dell'Fmi, ha alcuni effetti benefici: «Pagamenti facili e veloci, servizi finanziari innovativi e accesso inclusivo da parti del mondo non bancarizzate». «Molte di queste entità - aggiungono però i tecnici-  hanno carenze dal punto di vista dell'operatività, della governance e prassi rischiose". Si tratta di rischi per la protezione dei consumatori e l'anomimato, con possibili speculazioni, frodi o episodi di riciclaggio e finanziamenti illeciti. Tuttavia il pericolo più grande è costituito dai possibili rischi alla stabilità finanziaria».

Con il potenziale ruolo di facilitatore dell'evasione, infatti, le critpovalute mettono in difficoltà anche la politica fiscale dell'Occidente e della Cina. Per questo motivo a fine settembre la Banca centrale cinese ha vietato qualsiasi transazione correlata ai Bitcoin e alle criptovalute in genere, fra cui pagamenti, trading, e pubblicità, citando i rischi che tali attività comportano per la stabilità del Paese.

Le cause dietro il boom delle criptovalute

Dietro al recente boom delle criptovalute e in particolare del Bitcoin c'è la rapidissima evoluzione del settore e del suo mercato nel 2021, che attira sempre più miliardari, generando fiducia. Ma lo slancio è spiegato anche dalla sempre più manifesta volatilità di questi strumenti. A giugno il Bitcoin era sceso sotto 29mila dollari, ma in soli due mesi, già ad agosto, aveva ripreso il 70% del suo valore, per poi oggi arrivare a 56mila, quasi raddoppiando il numero di giugno. La parabola discendente era iniziata lo scorso maggio, per una serie di motivi, tra cui la stretta cinese contro le “miniere” virtuali per la produzione che si è aggiunta alla decisione di Elon Musk di smettere di accettarlo per l’acquisto delle sue auto. Il patron di Tesla ha però poi corretto il tiro, mostrando un’apertura nel caso in cui la produzione fosse stata più green. Sostegno è arrivato anche da altri investitori di alto profilo, tra cui il fondatore di Twitter Jack Dorsey, spingendo così nuovamente le quotazioni.

L'ultimo a sostenere il Bitcoin è stato il re dei finanzieri George Soros, a fine settembre. Questa notizia ha determinato l'ultimo balzo del 10% ad ottobre per la maggiore criptovaluta, facendogli raggiungere il livello più alto da aprile.

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Florian Ginez, Associate Director e Quantitative Research di WisdomTree, in un report sulle criptovalute ha recentemente sottolineato che «l'ecosistema delle criptovalute è frenetico e ci aspettiamo che continui a muoversi velocemente il prossimo anno. Riteniamo che gli sviluppi normativi saranno fondamentali per abbattere gli ostacoli che ancora impediscono agli investitori istituzionali di accedere al settore».

L'evoluzione del mercato delle criptovalute nel 2021


L'impatto ambientale di Bitcoin, rileva l'analisa, «è stato sulla bocca di tutti nel 2021. La svolta di Elon Musk sulla maggiore criptovaluta (prima l'aveva criticata, poi l'ha elogiata n.d.r.) ha avuto la conseguenza positiva: la creazione del Bitcoin Mining Council (Bmc). Quest'associazione volontaria riunisce i minatori del Nord America per discutere della sostenibilità e del mix energetico dell'industria mineraria di Bitcoin, oltre a 'promuovere la trasparenza, condividere le pratiche migliori ed educare il pubblico sui vantaggi della criptovaluta e del mining'.

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«Sebbene - ha aggiunto Ginez- il Bmc non intenda imporre un preciso modus operandi ai suoi membri, si tratta comunque di un primo passo nella giusta direzione. Ci aspettiamo che l'industria mineraria in Nord America e in Europa progredisca ulteriormente verso un mix di energie più rinnovabili. Ciò richiederà tempo e fatica ma sembra che l'industria si renda conto che è nel suo interesse andare in una direzione più sostenibile. Inoltre, l'industria mineraria è l'area della cripto-sfera che ospita più società quotate. Ci aspettiamo che gli azionisti spingano per l'integrazione delle considerazioni sulla sostenibilità nelle decisioni aziendali».

Aziende come PayPal, Twitter, Robinhood, Maersk e molte altre in molti settori, conclude Ginez, «hanno iniziato a testare l'uso della tecnologia blockchain e delle criptovalute. Ad esempio, nell'aprile del 2021, PayPal ha consentito agli utenti statunitensi di spendere in criptovalute presso milioni di commercianti online. Da allora, ha gradualmente annunciato un ulteriore supporto all'adozione delle monete digitali, inclusa la possibilità di conversione automatica dei contanti dalle carte di credito Venmo. Più di recente, ad agosto, PayPal ha annunciato che espanderà la funzione di trading in criptovalute sul mercato britannico».

Miliardari e vip che investono nel Bitcoin

Lo scorso febbraio Forbes ha deciso di calcolare le fortune dei più ricchi investitori e imprenditori delle criptovalute. Si tratta di ben 11 miliardari: Brian Armstrong (patrimonio: 6,5 miliardi di dollari), Sam Bankman-Fried (patrimonio: 4,5 miliardi), Chris Larsen (patrimonio: 2,9 miliardi), Michael Saylor (patrimonio: 2 miliardi), Changpeng Zhao (patrimonio: 1,9 miliardi), Tyler e Cameron Winklevoss (patrimonio: 1,6 miliardi), Barry Silbert (patrimonio: 1,5 miliardi), Jed McCaleb (patrimonio: 1,4 miliardi), Tim Draper (patrimonio: 1,1 miliardi), Matthew Roszak (patrimonio: un miliardo).

Negli ultimi tempi, però, anche tanti vip, in particolare del calcio, stanno puntando sulle criptovalute. Ad esempio il Psg ha deciso di pagare una parte del faraonico ingaggio di Leo Messi (circa 40 milioni di euro l’anno) in Fan token, una moneta digitale che sfrutta la tecnologia blockchain, su cui si basano le criptovalute.

L'allarme della Consob

Oggi, poi, sui rischi delle criptovalute è intervenuta nuovamente la Consob. Il presidente Paolo Savona, ricalcando quanto aveva detto qualche giorno fa la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, le criptovalute «non sono una moneta, ma prodotti finanziari».

«Tra le varie incertezza legate all'evoluzione tecnologica - ha aggiunto Savona - c'è la natura delle criptovalute. Il presidente della Sec, Gary Gensler, dice che non sono una moneta, ma sono prodotti finanziari». La Banca dei regolamenti internazionali e Lagarde, «ribadiscono questo concetto. Ma nonostante le dichiarazioni che le criptovalute non sono moneta, sappiamo che sono usate come tali, sia come unità di conto che come serbatoio di valore», ha continuato Savona. «Negli ultimi nove mesi sono stati aperti 13mila nuovi sportelli bancomat, di cui 60 in Italia, che distribuiscono Bitcoin, e che si aggiungono a 26mila già esistenti. Non basta dire che non sono monete».

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Sulle criptovalute, secondo il presidente di Federconsumatori, Emilio Viafora «serve richiedere un sistema regolatorio». Un mercato non regolato, speiga «finisce per affossare qualcuno ed elevare al cielo qualcun altro e il favorito di solito è chi possiede di più. In mancanza di una forte iniziativa degli Stati, delle banche centrali e dei regolatori pubblici nel costruire un quadro, il rischio è che si intervenga quando i buoi sono scappati dalle stalle, con gli operatori finanziari che rimangono confinati in una sfera limitata mentre l'orda dei truffatori cresce». 

Un'altra preoccupazione, ha aggiunto, «è quella delle operazioni» che attraverso le criptovalute «finanziano il terrorismo. Se fossi un'autorità - ha spiegato - verificherei quanto della finanza criminale si trasforma, con strumenti scarsamente tracciabili e riconducibili, in operazioni di riciclaggio».

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