Referendum, Confindustria: se vince il no Italia in recessione

Referendum, Confindustria: se vince il no Italia in recessione
2 Minuti di Lettura
Venerdì 1 Luglio 2016, 12:07 - Ultimo aggiornamento: 2 Luglio, 16:10

La risalita dell'economia è modesta e ci sono rischi di instabilità. Con la Brexit il rallentamento si estende e la dinamica degli scambi globali è destinata a ridursi. Tra le cause, oltre alla Brexit, le elezioni Usa e il referendum costituzionale «il cui fallimento potrebbe interrompere il recupero intrapreso e far ricadere l'economia italiana in recessione». È quanto rileva l'ufficio studi di Confindustria (Cfc) nel fare le nuove stime sull'economia italiana.

«Con la vittoria del no» al referendum «sarebbe inevitabile una nuova recessione per l'economia italiana», insiste Confindustria, ritenendo che il no potrebbe aprire a uno scenario di caos politico e a un peggioramento dell'andamento dell'economia italiana.

Nel triennio 2017-2019 la differenza tra le stime sul Pil è di una perdita di 4 punti percentuali. Il CsC in caso di vittoria del no prevede un calo del Pil dello 0,7% nel 2017, dell'1,2% nel 2018, con una risalita dello 0,2% nel 2019. In totale, quindi nel triennio si avrebbe un calo dell'1,7%, mentre lo scenario base è in un +2,3% aggregato.

Per quanto riguarda gli investimenti, in caso di vittoria del no, questi scenderebbero dell'1,6% nel 2017, del 7% nel 2018 e del 3,9% nel 2019, per un cumulato di -12,1% contro un +5,6% altrimenti atteso con lo scenario base, e di conseguenza una differenza del 16,8%. L'occupazione è prevista in calo di 258mila unità, mentre altrimenti salirebbe di 319mila, con un gap di quasi 600mila unità. Il deficit pubblico salirebbe al 4% del Pil già nel 2018, con il debito pubblico che andrebbe a superare il 144% del Pil nel 2019, contro il 131,9% dello scenario base. Il Pil pro-capite, una misura di benessere, calerebbe di 589 euro, dato che comporterebbe un aumento di 430mila persone in condizioni di povertà.

Lo scenario economico che porterebbe a un peggioramento delle condizioni del Paese è dettato da cinque eventi che per il CsC si verificherebbero in caso di vittoria del No: aumento dei rendimenti che l'Italia deve pagare per piazzare sul mercato i titoli del debito pubblico; serie di difficoltà nell'effettuare le aste con le quali il Tesoro emette i titoli di Stato; fuga di capitali dal Paese; calo della fiducia di famiglie e imprese perchè aumenta l'incertezza; il cambio dell'euro potrebbe svalutarsi impattando negativamente sul potere di acquisto.





 

© RIPRODUZIONE RISERVATA