Istat, pil 2017 su dell'1,5%. Gentiloni: la crescita c'è e con calo disoccupazione

Martedì 21 Novembre 2017
2

«Nel 2017 si prevede un aumento del Prodotto interno lordo pari all'1,5% in termini reali. Il tasso di crescita è in accelerazione rispetto a quello registrato nel 2016 (+0,9%)». È la stima dell' Istat. L'Istituto, rispetto a maggio, ha così rivisto al rialzo le indicazioni su quest'anno (che davano il Pil in aumento dell'1%). Si tratta della crescita annua più elevata dal 2010. Il dato è in linea con la stima del Governo (+1,5%). «Il miglioramento del Pil - scrive l' Istat - è atteso proseguire su ritmi analoghi anche nel 2018 (+1,4%)».

«Siamo finalmente in un contesto in cui l'economia è tornata a crescere. E non è una crescita senza lavoro», ha detto il premier Paolo Gentiloni, commentando i dati Istat. «È molto importante che l'Istat certifichi che alla crescita corrisponde un calo della disoccupazione», ha sottolineato all'inaugurazione dell'anno di studi della Gdf.

L'Istat, nel report "Prospettive per l'economia italiana 2017- 2018", rileva poi che l'aumento della spesa delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private al servizio delle famiglie (ISP) in termini reali è stimato in leggero rallentamento rispetto agli anni precedenti, con un incremento dell'1,4% nel 2017 e dell'1,3% nel 2018. La crescita dei consumi continuerebbe ad essere supportata dai miglioramenti del mercato del lavoro e del reddito disponibile, solo parzialmente limitati dal contenuto rialzo dei prezzi al consumo.

L'attività di investimento è attesa in ripresa, beneficiando sia del miglioramento delle aspettative sull'andamento dell'economia sia degli effetti positivi sul mercato del credito derivanti dal proseguimento della politica monetaria espansiva della Banca Centrale Europea. Gli investimenti fissi lordi sono previsti crescere del 3% nel 2017 e del 3,3% nel 2018. Il proseguimento della dinamica positiva del mercato del lavoro determinerebbe un aumento dell'occupazione sia nell'anno corrente (+1,2% in termini di unità di lavoro) sia nel 2018 (+1,1%) contribuendo ad una progressiva diminuzione del tasso di disoccupazione (rispettivamente 11,2% e 10,9% nei due anni).

Le prospettive di crescita riportate nell'attuale quadro previsivo potrebbero ulteriormente rafforzarsi qualora il processo di accumulazione del capitale prosegua ad un ritmo più elevato, sostenuto da un ulteriore e più diffuso miglioramento delle aspettative delle imprese sull'evoluzione della produzione. I rischi al ribasso sono costituiti da una più moderata evoluzione del commercio internazionale e dall'eventuale ripresa dei tassi di interesse.

 

Ultimo aggiornamento: 11:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA