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I social influiscono negativamente di più sulle ragazze che non sui ragazzi, più vulnerabili

I social influiscono negativamente di più sulle ragazze che non sui ragazzi, più vulnerabili
2 Minuti di Lettura
Venerdì 1 Aprile 2022, 14:00

Una nuova ricerca dell'università di Cambridge ha fatto emergere che i social influenzano maggiormente le ragazze che non i ragazzi, sollevando così una riflessione generale sulla vulnerabilità durante il periodo assai critico dell'adolescenza. In pratica gli psicologi hanno scoperto che le giovani di una età compresa tra gli 11 e i 13 anni - che hanno aumentato il loro tempo su whatsupp, Tiktok, Facebook, Instagram -  un anno dopo riferivano di essere meno soddisfatte della loro vita rispetto ai loro coetanei, a parità di tempo destinato ai social. Quello che è apparso evidente è un legame stretto tra i social media e la percezione di appagamento. 

I ricercatori hanno iniziato questo lavoro cercando di determinare come l'aumento dei social media potesse giocare un ruolo nell'aumento dei problemi di salute mentale dei giovani. Secondo l'associazione inglese Young Minds, il numero di bambini dai cinque ai 16 anni con un sospetto problema di salute mentale – dalla depressione al calo di attenzione - è aumentato del 50% tra il 2017 e il 2021, suggerendo così che circa cinque bambini in ogni classe sono colpiti.

La ricerca ha analizzato i dati di 84.000 individui del Regno Unito di età compresa tra i 10 e gli 80 anni ed è stata pubblicata su Nature Communications. Naturalmente lo studio non prova che i social media danneggino il benessere, semmai i ricercatori sospettano che ci possano essere evidento "finestre di vulnerabilità" che si aprono in tempi diversi per ragazzi e ragazze. 

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