Etruria Meridionale: sì alla proroga al 2021, salvo il progetto Città della Cultura `

Il logo del progetto "Città della cultura del Lazio 2020"
di Andrea Benedetti Michelamngeli
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Mercoledì 3 Giugno 2020, 15:45

Il riconoscimento di Città della cultura del Lazio rimane, ma sarà datato 2021 e non più 2020 come inizialmente stabilito. Era stato accolto con grande entusiasmo, anche perché di fatto è il primo progetto territoriale condiviso per promuovere questo lembo dell'Etruria. Si tratta di Civitart, la proposta che mettendo insieme i comuni di Cerveteri (capofila), Santa Mariella, Allumiere e Tolfa, aveva convinto la Regione alla fine dello scorso anno, a sceglierla tra le tre selezionate come finaliste del concorso indetto dalla Pisana e premiarlo con il riconoscimento di Città della cultura del Lazio 2020.
LA DOCCIA FREDDA
Un entusiasmo durato poco, però. Proprio mentre in ognuno dei comuni si stavano attivando i comitati di accensione civica, cioè il coinvolgimento delle popolazioni interessate che doveva (dovrebbe) essere l'aspetto caratterizzante, l'arma in più del progetto, una sorta di cittadinanza attiva della cultura capace di promuovere il territorio e di richiamare turismo, ecco la doccia fredda del Coranavirus. Si sperava che il lockdown durasse lo spazio di qualche settimana e che in primavera si potessero riannodare i fili del discorso, programmando le manifestazioni e le iniziative per dar vita al ricco cartellone in parte già messo a punto. Ma con l'andare del tempo si è capito che non sarebbe stato così. Marzo e aprile sono trascorsi, anche a Cerveteri, Santa Marinella, Allumiere e Tolfa, con il timore che il bollettino regionale quotidiano rivelasse nuovi casi di Covid-19 e quindi l'aspetto cultura, di fronte alla pandemia, è passato inevitabilmente in secondo piano. E a maggio, quando pian piano si è cominciata a vedere la luce in fondo al tunnel, ormai era tardi per rimettersi tutti intorno a un tavolo e riempire di contenuti un progetto in precedenza solo abbozzato.
LA RICHIESTA DI SLITTAMENTO
Da qui l'idea dei quattro sindaci - Alessio Pascucci di Cerveteri, Pietro Tidei di Santa Marinella, Antonio Pasquini di Allumiere e Luigi Landi di Tolfa - di chiedere alla Regione la proroga del progetto all'anno prossimo. A nome di tutti, è stato Pascucci, il capofila, a prendere carta e penna e scrivere ai responsabili della cultura dell'amministrazione guidata dal Governatore Nicola Zingaretti chiedendo appunto lo slittamento del progetto al 2021. Dopo aver ricordato la cancellazione o comunque la riduzione di tutte le manifestazioni previste nei quattro comuni a causa dell'emergenza Coronavirus e aver sottolineato come sia stato impossibile proseguire le attività culturali di accensione civica, il primo cittadino di Cerveteri è arrivato al nocciolo della questione. «Chiedo - è scritto nell'ultimo paragrafo della lettera inviata ai piani alta della sede della giunta in via Cristoforo Colombo - di concedere la proroga del titolo di Città della cultura della Regione Lazio 2020 al comune di Cerveteri e a quelli aggregati di Tolfa, Allumiere e Santa Marinella fino a tutto il 2021. Ciò, al fine di poter affrontare la sfida imposta dall'emergenza, rimodulando le attività culturali previste e legate al progetto, sulla base del rispetto delle misure contenitive e dei nuovi comportamenti sociali». E dalla Regione, nel giro di pochi giorni, è arrivato l'atteso e prevedibile sì.
LA NUOVA OPPORTUNITÀ
Dunque, Civitart si concretizzerà l'anno prossimo. Con le dovute precauzioni, se il Covid sarà ancora in circolazione; nella sua veste originaria, se l'emergenza sarà finalmente alle spalle come tutti sperano. Comunque, si riproporrà l'opportunità per i quattro comuni aggregati, di promuovere le bellezze naturalistiche e artistiche del territorio, di ripercorrere, attraverso visite a monumenti e musei, pubblicazioni, ricorso alla realtà virtuale, la ricchissima storia dell'Etruria meridionale, di far apprezzare l'artigianato di qualità e le prelibatezze eno-gastronomiche. Insomma, l'appuntamento è solo stato rimandato.
 

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