Andrea Andrei
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Andrea Andrei

Se Marketplace si trasforma nel mercatino dei maniaci

Lunedì 25 Maggio 2020 di Andrea Andrei
Il diavolo si nasconde nei dettagli. O meglio, nel commercio al dettaglio. Per lo meno questo è quello che succede sui social network. Perché se una volta, quando le chat erano ancora piattaforme acerbe e totalmente libere (vi ricordate C6 o Chatroulette?), il maniaco di turno si divertiva a contattare e a importunare persone o profili suggerite casualmente dall'algoritmo, oggi che i social sono controllati e utilizzati con maggiore attenzione, il pervertito da tastiera deve escogitare soluzioni più sofisticate. E dove può essere la falla in un sistema che per eccesso di zelo banna anche semplici dipinti di nudo?

È presto detto: nei mercatini virtuali. Si parla in particolare di Facebook Marketplace, piattaforma gratuita per vendere e acquistare beni di ogni tipo. Bada che si è detto beni, con la B, anche se qualcuno evidentemente deve aver frainteso. Non ci credete? Provate, donne, a mettere in vendita un vestito, un paio di scarpe, un accessorio. Provate, ancora meglio, a pubblicare una foto in cui lo indossate (senza mostrare il volto o segni distintivi naturalmente). Nel momento in cui lo fate, date il permesso a chi è interessato di contattarvi, anche se avete il profilo blindato. Attendete qualche ora, se non qualche minuto, e vedrete apparire nel vostro Messenger feticisti neofiti, onanisti professionisti, Mario ma chiamami pure Maria, e così via. Roba da rimpiangere i mercatini delle pulci. Almeno lì i vermi non c'erano.

andrea.andrei@ilmessaggero.it Ultimo aggiornamento: 17:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA