Luca Cifoni
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Dal 2000 potere d'acquisto su dell'1% l'anno nella Ue. Ma in Italia è calato

L'Eurostat ha recentemente ricordato come tra il 2000 e il 2016 il potere d'acquisto delle famiglie sia cresciuto in media dell'1 per cento l'anno nell'Unione europea. L'andamento del potere d'acquisto è misurato dalla variazione del reddito disponibile corretta per l'inflazione; così - approssimativamente - se in un anno il reddito delle famiglie è cresciuto del 2 per cento a fronte di un incremento dei prezzi dell'1, il potere d'acquisto sarà aumentato a sua volta dell'1 per cento.

Questo risultato, fa notare l'ufficio statistico europeo, deriva da tendenze differenziate in tre diversi periodi: tra il 2000 e il 2009 c'è stato un incremento complessivo del potere d'acquisto del 16 per cento, seguito da una riduzione del 3 tra il 2009 e il 2013 (gli anni della recessione) e poi da una nuova crescita del 5 per cento tra 2013 e 2016. Se però andiamo a vedere cosa è successo nei singoli Paesi, ci accorgiamo che le medie "nascondono" situazioni non del tutto sovrapponibili. Ad esempio la Germania è in linea con l'andamento generale, la Gran Bretagna leggermente al di sopra è la Francia leggermente al di sotto. In Italia invece l'andamento medio dei 16 anni è stato negativo: -0,32% l'anno, che migliora di poco (-0,27%) aggiungendo il dato già disponibile per il solo 2017 (+0,63%).

  Mercoledì 25 Luglio 2018, 12:28
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1 di 1 commenti presenti
2018-07-25 14:56:48
Sul +0,63 del 2017 non ci metterei la mano sul fuoco che noi abbiamo un Istat che sa fare miracoli! Anche per il fatto che in Italia il potere di acquisto sia calato non possono esserci dubbi: esiste una stagnazione dei livelli retributivi, un incremento della tassazione (noi romani siamo fieri di avere l'addizionale comunale IRPEF maggiore di ogni altro Comune e Provincia!); una netta diminuzione dell'occupazione, con un ulteriormente netta diminuzione del reddito pro capite per quei giovani che trovano lavoro precario! Allora, la morale è nota: quei pochi che mantengono una retribuzione allineata alle statistiche, sono costretti a mantenere quei figli e/o nipoti che hanno una retribuzione al di sotto delle statistiche o non l'hanno per niente. Ecco spiegata la differenza italiana.
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