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Grecia, addio alla carne di cavallo. «Stop alla macellazione, equiparati a cani e gatti»

Giovedì 6 Agosto 2020
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Grecia, addio alla carne di cavallo. «Stop alla macellazione, equiparati a cani e gatti»

La Grecia dice addio alla carne di cavallo. Ma anche al loro uso nella produzione di pellame e medicinali. Un emendamento a una legge del 2012 che tutela i cani e i gatti, pubblicato pochi giorni fa in gazzetta ufficiale ne vieta la macellazione dal 29 luglio.  «È vietato l’allevamento e l’utilizzo di animali per i combattimenti e per le attività correlate. È vietato altresì allevare e utilizzare cani, gatti e cavalli per la produzione di pellicce, cuoio, carne o per la fabbricazione di medicinali o altre sostanze», si legge nell'articolo 17 della legge.

Lo storico risultato è stato raggiunto grazie all'impegno delle associazioni Hellenic Animal Welfare Federation e Ippothesis che sono riuscite a far arrivare le proprie istanze nel parlamento ellenico. In Grecia hanno fatto molto discutere anche diversi scandali legati alla carne di cavallo e negli ultimi tempi è aumentata anche la loro macellazione illegale per via di un accresciuto utilizzo nell'ippica e negli sport equestri.

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La nuova legge mette fine a un lungo periodo di vuoto legislativo sulla macellazione dei cavalli: ora la Grecia dovrà adeguarsi alle normative europee sull'anagrafe e sarà obbligata a istituire una banca dati nazionale e a rispettare gli obblighi di rintracciabilità. Finora, infatti, i mattaoi operavano nella più totale illegalità. 

In Italia, dove la consumazione della carne di cavallo è molto diffusa soprattutto nelle regioni meridionali, Sicilia in primis, alcune associazioni puntano a un obiettivo simile a quello della Grecia. È il caso della associazione Italian Horse Portection Onlus (IHP) che ammette però, di non avere a che fare con un obbiettivo semplice da realizzare: 
«In Italia partiamo da una situazione completamente diversa: da noi, a differenza della Grecia, c’è un grande consumo di carne di cavallo, alimentato da falsi miti e tradizioni becere – spiega Sonny Richichi, presidente IHP  –, tanto da rendere il nostro Paese il primo in Europa sia per macellazioni di cavalli che per consumo di carne anche importata dall’estero. Il nostro cammino sarà molto più arduo, visti gli enormi interessi in gioco, ma siamo fortemente determinati».

 
 

 

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