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Capodoglio impigliato nella rete alle Eolie, corsa per salvarlo: ma il cetaceo non si trova più

Lunedì 20 Luglio 2020 di Remo Sabatini
Il capodoglio Furia impigliato nella rete (Immagine concessa da Carmelo Isgro')

La corsa contro il tempo per salvare il capodoglio rimasto impigliato nelle reti da pesca illegali alle isole Eolie non è finita ed anzi, se possibile, è divenuta ancora più difficile. Da diverse ore infatti, Furia, come è stato ribattezzato dai soccorritori il leviatano, sembra scomparso. Da ieri sera, come ha spiegato al nostro giornale il biologo marino Carmelo Isgro' che, insieme alla Guardia Costiera è in mare dai primi momenti, «dopo aver iniziato immersioni sempre più lunghe e con il favore delle tenebre che sopraggiungevano, è sparito alla nostra vista e, fino ad ora, non si è riusciti a ritrovarlo».

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Ferito, le reti gli hanno provocato profonde lesioni, il capodoglio Furia non era sembrato affatto stanco. Tanto che riuscire ad avvicinarlo per liberarlo dalle reti, continuava ad essere assai rischioso. Furia è lungo più di 10 metri per 15 tonnellate di peso. Senza alcun dubbio un soggetto da trattare con molta attenzione. In ogni caso, nonostante la scomparsa di ieri sera, già dalle prime ore del mattino la ricerca è proseguita.
 


Sul campo, nelle acque dell'arcipelago delle Eolie, c'è stato l'intervento della Guardia Costiera di Lipari, degli uomini della Diciotti, del nucleo sommozzatori della Capitaneria di Porto di Napoli, e del biologo marino Isgro', autore della immagine che pubblichiamo, cosi come di altri volontari e studiosi che sperano di riuscire a ritrovare presto il capodoglio cosi che possa essere restituito al suo mare.

Ultimo aggiornamento: 12:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA