DIETA MEDITERRANEA

Maggio, il mese della Dieta Mediterranea

Venerdì 8 Maggio 2020 di Alessandra Iannello

«La Dieta Mediterranea (dal greco diaita, stile di vita) – scriveva nel 2010 la Commissione Unesco riunita a Nairobi come motivazione del suo inserimento nella lista dei patrimoni immateriali dell’umanità - è molto più che un semplice elenco di alimenti. Essa promuove l'interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all'agricoltura nelle comunità del Mediterraneo».
 

 

Un patrimonio unico che viene celebrato in tutto il mondo per un intero mese. Maggio è infatti il “Mese Internazionale della Dieta Mediterranea” che quest’anno si arricchisce della ricorrenza dei 10 anni come patrimonio Unesco. Nonostante sia un regime alimentare che caratterizza i popoli che si affacciano sul Mediterraneo (Italia, Spagna, Grecia, Marocco, Portogallo, Croazia e Cipro), il termine “Mediterranean Diet” fu coniato, negli anni ’50, dall’americano Ancel Keys. Lo scienziato, partecipando a un convegno sull’alimentazione che si teneva a Roma, rimase scioccato da alcuni i dati relativi alla bassa incidenza di patologie cardiovascolari e di disturbi gastrointestinali in Campania e nell’isola di Creta. Keys iniziò a studiare la relazione fra queste evenienze, il tipo di alimentazione e lo stile di vita di queste popolazioni. Il risultato fu che una dieta a base di pane, pasta, frutta, verdura, abbondanti legumi, olio extra-vergine di oliva, pesce e pochissima carne era la responsabile dell’effetto benefico sulla popolazione locale. Da lì partirono altri studi che misero in luce che «la maggiore aderenza alla Dieta Mediterranea è associata in modo significativo con una riduzione della mortalità generale, mortalità cardiovascolare, incidenza e mortalità del cancro, e incidenza sia del morbo di Parkinson che del morbo di Alzheimer».
Uno studio dell’American College of Cardiology ha confermato che una dieta prevalentemente vegetariana ha effetti benefici sul microbioma intestinale, l’insieme dei batteri che popolano l’apparato digerente e la cui composizione ha un impatto su diversi aspetti della salute, dal metabolismo alle difese immunitarie. L'International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione, un'agenzia dell'Organizzazione mondiale della sanità che valuta e classifica le prove di cancerogenicità delle sostanze, ha invece definito la carne rossa come probabilmente cancerogena (classe 2A della classificazione dello IARC) e la carne rossa lavorata (insaccati e salumi) come sicuramente cancerogena (classe 1 della classificazione dello IARC).
Per dare indicazione per un regime alimentare sano è stata elaborata la piramide alimentare che segue i dettami secolari della Dieta Mediterranea. Alla base della piramide ci sono tante verdure, un po’ di frutta e cereali (preferibilmente integrali). Salendo, si sono il latte e i derivati a basso contenuto di grassi (come lo yogurt) da consumarsi in 2-3 porzioni da 125 ml. L’olio extravergine di oliva va impiegato a crudo senza esagerare (3-4 cucchiai al giorno). Come sostituti del sale per condire si possono impiegare aglio, cipolla, spezie ed erbe aromatiche. Altri grassi buoni oltre a quelli dell’olio arrivano dalla frutta a guscio e dalle olive, in una o due porzioni da 30 grammi al giorno. Verso il vertice della piramide, ci sono gli alimenti da consumare settimanalmente. Tra questi meglio favorire il pesce e i legumi con almeno due porzioni alla settimana ciascuno, il pollame 2-3 porzioni, le uova da 1 a 4 la settimana, i formaggi non più di un paio di porzioni da 100 grammi che vanno dimezzati se si tratta di formaggi stagionati. Al vertice della piramide ci sono infine gli alimenti da consumare con moderazione. Due porzioni o meno a settimana per le carni rosse (100 grammi) mentre quelle processate (affettati, salumi e così via) sarebbero da consumare in una porzione a settimana da 50 grammi o anche meno. Infine, i dolci vanno consumati il meno possibile.
Anche il vino rientra nella Dieta Mediterranea. Il detto “Vino rosso fa buon sangue” si riferisce sicuramente alla sua ricchezza di sostanze benefiche. Ci sono i polifenoli, antiossidanti naturali che bloccano i radicali liberi; l’ossido nitrico, che limita la formazione di trombi e l’occlusione delle arterie stimolando la produzione di colesterolo buono Hdl e riducendo quello cattivo Ldl; ma soprattutto il resveratrolo, fattore antinvecchiamento, antinfiammatorio e controllore del metabolismo. Quindi, come sostiene Louis Ignarro, Premio Nobel per la medicina, “il vino è esaltazione del valore terapeutico della buona tavola” tenendo presenti le giuste dosi, un bicchiere a pasto per gli uomini e mezzo per le donne, e il corretto abbinamento con il cibo.

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